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Pensione anticipata e precoci: appello di Damiano e Renzi, ultime notizie su quota 97 e 41

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, è tornato a far sentire in modo deciso la sua voce su lavoratori precoci e pensione anticipata. L’interlocutore continua ad essere il presidente del Consiglio Matteo Renzi che, fino ad oggi, non ha mai affrontato di petto i due argomenti, limitandosi invece a generiche promesse molto spesso anche decisamente posticipate nel tempo.

Damiano ha ricordato a Renzi che sia la proposta di quota 97 per la pensione anticipata che quota 41 senza penalizzazioni per i precoci, sono, in primo luogo, la risposta ad una giusta esigenza di giustizia che arriva dal mondo del lavoro. La quota 97, infatti, prevede il pensionamento anticipato in quiescenza a partire da 62 anni di età ma solo se si ha alle spalle una anzianità contributiva pari ad almeno 35 anni e dietro una penalizzazione massima che può arrivare all’8% dell’assegno mensile. La quota 41 per i precoci, invece, non ha collegamenti con requisiti di età ma prevede solo la possibilità di uscire dal mondo del lavoro se si hanno alle spalle 41 anni di contributi. Questa proposta è rivolta, in primo luogo, a chi è nel mondo del lavoro da quanto aveva 16 anni e, il più delle volte, svolge lavori usuranti.

Questa due proposte sono state ribadite con forza da Damiano a Renzi. Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, in particolare, ha sollecitato il presidente del Consiglio di passare delle parole ai fatti perchè non è più possibile pensare di poter continuare a prendere tempo su una questione che è molto delicata. Per Damiano, infatti, o si agisce e presto sulle pensioni oppure c’è il serio rischio che continuino ad entrare in vigore quelli che sono i meccanismi automatici della Legge Fornero. Serve in poche parole una accelerazione per uscire da questa situazione da sabbie mobili che non fa bene a nessuno.

Il nuovo appello di Damiano a Renzi giunge al termine di un mese caratterizzato da continue pressioni sul governo affinchè si metta mano alla riforma delle pensioni.

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