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Pensione anticipata e precoci: tempo di decisioni, ultime notizie sulle parole di Morando

L’ora della decisioni sulle pensioni anticipate e sui lavoratori precoci si sta avvicinando sempre di più. L’avvio del nuovo anno, infatti, riporta il dibattito sul futuro della previdenza italiana attorno al nodo delle questioni. E’ chiaro, infatti, che se il governo decidesse di non decidere e quindi di continuare a rimandare tutto a data da destinare, Renzi perderebbe la faccia e questo non sarebbe propriamente positivo anche in vista delle elezioni amministrative di primavera. E’ quindi chiaro che l’esecutivo sarà chiamato, per forza, ad intervenire sia sulle pensioni anticipate che sui lavoratori precoci.

Certamente il fatto che il governo ponga mano alla riforma delle pensioni significa tutto e niente visto che non è affatto detto che quella che sarà messa in cantiere dall’esecutivo sia destinata ad essere una buona legge in grado di superare i tanti nodi che sono stati creati dalla Riforma Fornero. Del resto le ultime indicazioni su quella che potrebbe essere l’applicazione concreta del tanto citato principio della flessibilità che in più di una circostanza è stato richiamato dalla stesso Renzi, non sembrano essere propriamente lineari. Già all’inizio del nuovo anno il viceministro Morando è intervenuto sulla questione affermando che qualsiasi decisione in tema di pensione anticipata potrà essere presa solo dopo una attenta valutazione sullo stato di salute della finanza pubblica in Italia. Niente fughe in avanti quindi anche perchè c’è sempre l’Unione Europea a intervenire in caso di pericolo per i conti pubblici cassando i provvedimenti presi dal governo. La parola d’ordine, stando almeno alle parole del viceministro, è quella di procedere senza fretta e con molta prudenza.

La dichiarazione di Morando lascia stupiti se si considera che in Commissione Lavoro presso la Camera dei Deputati già ci sono delle proposte di legge a costo zero come ha affermato lo stesso presidente della Commissione Damiano. Eppure nonostante la presenza di queste proposte, un alto rappresentante del governo dà l’impressione che non si sia ancora neppure giunti alla fase iniziale del cammino verso la riforma della pensione anticipata e dei precoci.