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Pensione anticipata news oggi 10 maggio: nuovi requisiti e penalizzazioni previste con l’APE

L’APE è pronta a rivoluzionare completamente il meccanismo di concessione della pensione anticipata. Nonostante il nuovo provvedimento in materia di riforma delle pensioni non sia stato ancora messo nero su bianco dal governo, le notizie di oggi 10 maggio fanno riferimento ad un cambio sia dei requisiti per poter accedere alla pensione che delle penalizzazioni per l’esercizio della pensione anticipata.

In base alle ultime notizie, l’APE va ad interessare i nati nel periodo compreso tra il 1950 e il 1953 e prevede un coinvolgimento delle banche che andranno a concedere all’Inps un prestito pensionistico che poi la Previdenza Sociale provvederà a rimborsare. In base a quanto si apprende dalle ultime notizie, quindi, il prestito non dovrà essere rimborsato dal pensionato che al massimo dovrà corrispondere gli interessi. Il potere di stabilire se il singolo pensionato dovrà intervenire di tasca propria o meno è tutto nelle mani dell’Inps. Ad oggi è dato per scontato che questo meccanismo non riguarderà chiaramente gli esodati.

Quello che più angoscia i lavoratori, però, non è il profilo del prestito pensionistico ma quella che sarà la consistenza delle inevitabili penalizzazioni e i termini dei requisiti. Qui siamo nell’ambito delle ipotesi ma, ad oggi, si può affermare che alla pensione anticipata secondo il meccanismo dell’APE darebbe la possibilità di uscire dal mondo del lavoro con 3 anni di anticipo rispetto ai requisiti attuali. La pensione anticipata avrebbero però un costo così che quantificabile in una forbice compresa tra il 2% e il 3% per le pensioni fino a tre volte la minima ossia fino a circa 1500 euro. Penalizzazione più alta, invece, per le pensioni che superano il limite delle 3 volte. In questi casi, infatti, si arriverebbe ad un taglio dell’assegno pensionistico mensile pari al 4%.

Il calcolo da fare non è certamente facile ma, grazie alle ultime notizie, si può azzardare ad avere un’idea di quella che potrebbe essere la pensione anticipata dopo l’introduzione dell’APE. In pratica, se un lavoratore decide di andare in pensione con un anticipo di un anno, il suo prestito sarebbe pari a 890 euro ossia grossomodo una mensilità.

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