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Pensione anticipata news oggi 5 maggio: a 63 anni dal 2017, è confermato

Renzi con un colpo da maestro ha fatto piazza pulita di tutte le accuse che lo vedevano imputato, agli occhi dell’opinione pubblica, di scarsa attenzione alle problematiche dei pensionati. Se fino a ieri il governo Renzi poteva essere accusato di non avere avuto il coraggio di porre all’ordine del giorno la riforma delle pensioni, da oggi questo non è più possibile perchè l’esecutivo con il lancio dell’Ape (acronimo di Anticipo Pensionistico) ha praticamente gettato le basi per una revisione completa della pensione anticipata da conseguire mediante l’applicazione del principio della flessibilità in uscita.

I dettagli della nuova legge non sono ancora noti ma sembra assodato che tutto ruoterà tutto attorno ad un numero: il 63. La nuova legge sulla pensione anticipata, infatti, prevede la possibilità di uscire dal mondo del lavoro a partire dai 63 anni subendo, però, una serie di penalizzazioni sull’assegno pensionistico che sono chiaramente legate al momento dell’uscita.

Oltre a questo particolare importante, per ora, di Ape non si sa nulla altro. Il premier, infatti, si è limitato ad affermare che la nuova legge sulla pensione anticipata prima di essere ufficializzata darà discussa con i sindacati e con l’Europa. Il parere dell’Europa, in particolare, potrebbe essere determinante visto che, fino ad oggi, il governo non si è mai mosso sulle pensioni proprio alla luce del timore di incappare in uno stop dell’Europa.

L’Ape dovrebbe entrare in vigore già nel 2017. Renzi, infatti, ha affermato che il provvedimento dovrebbe essere inserito nella Legge di Stabilità e quindi è logico ipotizzare che già dal prossimo anno in nati nei primi anni Cinquanta potranno approfittare di questa uscita anticipata dal mondo del lavoro.

Per ora le reazioni dei sindacati alla mossa, non attesa, del governo sono molto tiepide. Non si deve dimenticare, infatti, che appena pochi giorni fa la Camusso era andata alla carico contro l’inerzia del governo in materia di pensioni. Adesso Renzi scompagina le carte anche se, non tutti ridono e molti, come i precoci, sono alla finestra.

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