Pensione anticipata, precoci e legge Fornero: parla la Commissione UE, novità sulle “direttive” al governo

Mentre in Italia continua ad esserci un grande dibattito sulla possibile revisione della regolamentazione sulla pensione anticipata e sui lavoratori precoci, l’Europa ha ben pensato di far sentire la sua voce e far valere tutto il suo peso. Come avvenuto già in occasioni passate, la Commissione UE non è solita andare al cuore del discorso ossia alle pensioni, preferendo invece lanciare quello che può essere definito come un messaggio tra le righe ma comunque in grado di raggiungere il suo scopo.

E’ appunto questo messaggio che si può rintracciare all’interno del Rapporto sulla sostenibilità delle finanze pubbliche che la Commissione Europea ha reso pubblico nei giorni scorsi. Il rapporto parla molto chiaramente e afferma, senza tanti giri di parole, che esistono potenziali difficoltà per il debito dell’Italia perlomeno nel medio termine. Più serene, invece, le prospettive sul lungo periodo. Secondo la Commissione Europea, infatti, sul lungo periodo non ci sono criticità purchè non venga meno l’impegno di Roma a rispettare quelli che sono gli impegni precisi in materia pensionistica che i governi hanno sottoscritto e a mantenere la bilancia strutturale primaria al 2,5 del Pil. Si tratta di due richieste che in pratica lasciano intendere come il rispetto della vigente normativa sulle pensioni, che poi altro non è che la riforma Fornero, sia considerato imprescindibile dall’Europa.

Guardando la matassa delle pensioni da questo punto di vista, è chiaro che lo scoraggiamento è inevitabile. Sono in tanti, infatti, a chiedersi che genere di miglioramento possa esistere sul caso dei precoci o comunque sulle regole in merito alla pensione anticipata, se il governo deve attendersi alle rigide disposizioni dell’Europa. Il rapporto dell’Europa, sotto un certo punti di vista, fa piazza pulita dei facili entusiasmi perchè laddove si afferma che si deve dare piena attuazione alla riforma Fornero, si sottende che non c’è alcuno spazio per interventi migliorativi sui lavoratori precoci (ad esempio con l’applicazione della quota 41 di Damiano) o ancora cambi in tema di pensione anticipata.

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