Pensione anticipata: torna quota 100 per evitare requisiti duri, ultime notizie sugli emendamenti alla Legge di Stabilità

La Lega Nord ha presentato un emendamento alla Legge di Stabilità in cui viene riproposto il progetto di quota 100 per la determinazione della pensione anticipata. La mossa dei leghisti rientra nel tentativo di far emergere tutte le contraddizioni presenti nell’esecutivo puntando, al tempo stesso, a fornire un disegno organico che superi quella che da più parti viene indicata come una sorta di legislazione di emergenza che serve solo a tamponare i disastri creati dalla Legge Fornero dando vita ad altre situazioni decisamente poco chiare. Su questo punto il leghista Roberto Simonetti è stato molto chiaro quando ha affermato che non si può pensare di andare avanti con provvedimenti come l’opzione donna che servono solo a cercare di prendere tempo. La Riforma delle pensioni, per la Lega Nord, deve per forza di cosa, entrare nell’agenda del governo.

Il quadro che si a prospettare a partire dal prossimo anno, infatti, non è certamente edificante. In base ai requisiti per andare in pensione, potranno lasciare il mondo del lavoro quei soggetti che hanno un’età anagrafica di almeno 65 anni e 3 mesi (nel caso delle lavoratrici dipendenti); 65 anni e 9 mesi (nel caso delle autonome) e 66 anni e 3 mesi (per i lavoratori uomini). Si tratta di requisiti decisamente alti ma che peggiorano se poi si vanno a caricare anche i 4 mesi che derivano dall’adeguamento della speranza di vita.

Per cercare di superare questa situazione, la quota 100 permette di andare anticipatamente in pensione grazie a un cumulo tra età anagrafica e età contributiva. In base alla proposta di legge della Lega Nord,  sarebbe possibile un pensionamento anticipato senza penalizzazioni se il soggetto lavoratore ha 58 anni di età e almeno 35 anni di contributi. La base su cui si poggia la quota 100 è che la somma tra età anagrafica e anni di contributi sia pari o superiore a 100. E’ chiaro che, attraverso l’applicazione di questa norma, sarebbero automaticamente tutelati anche i lavoratori precoci, i quali hanno un periodo di contribuzione, in media, decisamente maggiore rispetto a quello medio.

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