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Pensioni 2016 news: le reazioni dei sindacati all’APE di Renzi e le parole di Padoan

Continua a tenere banco il tema sulle pensioni 2016 e sulle riforme e le misure da attuare sulla questione, ma se da una parte il governo Renzi formula ipotesi che non piacciono a nessuno, dall’altra una parte dell’esecutivo ribadisce che una riforma del sistema previdenziale può esistere solo se si tiene conto della sostenibilità dei conti pubblici, ovvero solo nell’eventualità in cui le misure legate al sistema delle pensioni non infici sulle casse dello Stato. Per questo motivo la strada è ancora in salita. 

Il prestito bancario formulato da Renzi e dal governo legato alle pensioni anticipate non piace a nessuno, né al presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, né ai sindacati, né ovviamente alle parti sociali coinvolte. Il sindacato UIL ha infatti prospettato un documento in cui si stimano le conseguenze che il prestito pensionistico potrebbe avere su chi decide di uscire 1 anno prima dal mondo del lavoro, con la perdita di una mensilità all’anno. Chi invece decidesse di uscire 3 anni prima la data stabilita, la penalità prevede ben due mensilità in meno.

Per questo motivo i sindacati sono in disaccordo con la formula ipotizzata da Renzi e dall’esecutivo, non solo per questo motivo, ma anche per il ruolo ricoperto da banche e agenzie di assicurazioni, che ne risulterebbero altresì agevolate secondo il segretario della Cgil Susanna Camusso.

A far discutere sindacati e parti sociali ci ha pensato anche il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, che intervistato dal Corriere della Sera, ha affermato come ogni misura va ponderata con cognizione di causa e sempre tenendo conto la sostenibilità dei conti pubblici. Anche la stessa APE, dunque, dovrà essere formulata e resa nota in ogni singolo dettaglio, perché, pur conoscendone i principi di fondo, ancora non si conosce l’entità delle penalità e quali effetti potrebbe avere sulle casse dello Stato. Nello stesso intervento, tuttavia, Padoan ha anche parlato di flessibilità in uscita aprendo a nuove soluzioni per quelle categorie di lavoratori maggiormente penalizzati, vale a dire per quei soggetti che svolgono lavori usuranti.

Anche sotto questo aspetto, però, si tratta solo di parole, almeno per il momento.

 

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