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Pensioni 2016 news: ultime novità dopo le parole di Renzi su APE e confronto con sindacati

Dopo aver parlato delle convinzioni del segretario generale della Uil Carmine Barbagallo, ora tocca alle ultime dichiarazioni del premier Matteo Renzi rilasciate ieri sera in occasione della sua ospitata alla trasmissione di Bruno Vespa, Porta a Porta. Il presidente del consiglio ha infatti tentato di rassicurare tutti a proposito della riforma del sistema previdenziale sui cui l’esecutivo sta ponderando prima di trovare una soluzione, aprendo al confronto con i sindacati, un confronto richiesto da tempo e sul cui tavolo di discussione subentreranno diverse tematiche, dalla revisione della riforma Fornero, all’ottava salvaguardia per gli esodati, fino alle misure per i lavoratori precoci. 

Matteo Renzi ha parlato anche dell’APE, ovvero dell’anticipo pensionistico contro il quale i sindacati però si sono già scagliati, e sul quale il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano ha voluto ribadire l’inefficienza, affermando che urge che l’anticipo venga versato dall’Inps piuttosto che da banche e agenzie di assicurazioni. Ma a tenere banco sono anche le penalità previste dall’APE; considerate dia sindacati fin troppo onerose.

Sul tema Matteo Renzi si è espresso in questo modo: “L’APE sarà inserito nella Legge di Stabilità 2017“. Attraverso questa misura, come ha spiegato lo stesso Renzi a Porta a Porta, prevede l’uscita anticipata dei lavoratori a 63 anni anziché a 66 anni e 7 mesi, ma al tempo stesso i lavoratori in questione dovranno pagare penalità che possono variare dall’1% al 3%. Il governo sta pertanto tentando di rendere più leggeri le penalità per i lavoratori che potranno usufruire del prestito pensionistico, anche se su questo tema ci si aspetta un aspro confronto tra sindacati ed esecutivo.

Confronto che ci sarà, come ha ribadito lo stesso Renzi: “Siamo disponibili anche da domattina a incontrare i sindacati dei pensionati“. Questi ultimi si ritroveranno invece giovedì 19 maggio a Roma per una manifestazione nazionale, dove saranno toccati punti nevralgici su cui il premier non ha ancora voluto approfondire: esodati, opzione donna e Quota 41, solo per citarne alcuni.

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