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Pensioni anticipate, news oggi 15 giugno: Ape unica opzione del Governo

Finalmente ieri durante l’incontro tra Governo e Sindacati, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, hanno svelato alcuni dettagli sulla riforma delle pensioni. Il Governo Renzi non vuole apportare modifiche alla Legge Fornero ma nella prossima Legge di Stabilità l’Ape, l’anticipo pensionistico ci sarà.

Secondo le novità di oggi 15 giugno, a seguito del confronto di ieri tra Governo, CGIL, CISL e UIL l’Ape rappresenta per il Governo l’unica opzione fattibile sul tema pensioni.

Se prima della Legge Fornero gli uomini potevano andare in pensione a 65 anni e le donne a 61, con l’attuale Legge Fornero tutti dovranno aspettare il raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi. Con l’introduzione dell’Ape, invece, sarebbe possibile per i nati tra il 1951 ed il 1953 andare in pensione fino a 3 anni prima rispetto alla data prevista dalla pensione di vecchiaia. Poi gradatamente potrebbero sfruttare l’Ape anche i nati nel ’54 e nel ’55.

Il tutto potrebbe avvenire solo chiedendo un prestito alle banche. In pratica la banca finanzia la pensione anticipata sotto la supervisione dell’INPS e al raggiungimento dei tanto discussi 66 anni e 7 mesi, il pensionato deve restituire il prestito nell’arco dei 20 anni successivi.

La restituzione dovrebbe avvenire con rate che peserebbero in maniera variabile sull’importo dell’assegno fino ad un massimo del 15%, in base al reddito del soggetto. Per redditi maggiori ci sarebbero quindi decurtazioni maggiori. Questo agevolerebbe chi ha un reddito più basso: questi lavoratori non avrebbero quasi nessuna penalizzazione. Tommaso Nannicini avrebbe specificato che non sarebbe corretto parlare di penalizzazione ma sarebbe più giusto definire l’operazione come una rata di ammortamento.

L’anticipo pensionistico esposto ieri durante l’incontro tra Governo e parti sociali costerebbe 600-700 milioni di euro all’anno. Una cifra tutto sommato sostenibile per le casse dello Stato specie in confronto ai 10 miliardi che occorrerebbero se le pensioni anticipate avvenissero con il raggiungimento di 62 anni di età o con 41 anni di contributi e senza penalizzazioni per tutti. Infatti proprio per garantire una maggiore flessibilità in uscita è necessario, secondo il Governo, l’intervento delle banche.

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