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Pensioni anticipate news oggi 22 giugno: domani riapre il confronto tra Governo e Sindacati

Lo scorso 14 giugno, il Governo incontrando le parti sociali ha puntualizzato le proprie intenzioni. Tommaso Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, in rappresentanza del Governo Renzi alla presenza di Camusso, Furlan e Barbagallo hanno esposto il piano del governo per risolvere la questione sulle pensioni anticipate.

Secondo le news di oggi 22 giugno, il Governo nel nuovo incontro con i Sindacati di domani potrebbe fornire qualche ulteriore chiarimento sull’Ape. L’anticipo pensionistico progettato dal Governo Renzi potrebbe essere sfruttato dai nati tra il 1951 ed il 1953, fino ad includere i lavoratori di classe 1954 e 1955, per andare in pensione fino a tre anni di anticipo rispetto alla data prevista dalla pensione di vecchiaia. Quindi pensione anticipata ma chiedendo un prestito alle banche. Prestito che al raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi dovrebbe essere restituito con un interesse tra il 5 ed il 15% a seconda del tipo di lavoro svolto e degli anni con cui si è chiesto di andare anticipatamente in pensione.

Quello che lascia più perplessi e che, il Governo proprio domani, in vista del nuovo faccia a faccia con i Sindacati potrebbe chiarire, riguarda l’intervento delle banche. Gli istituti bancari sono l’unica possibilità per non prosciugare ulteriormente le casse dello stato. Inoltre l’INPS dovrebbe garantire e monitorare l’operazione.

In uno scenario in cui la Legge Fornero non viene modificata, ma si cercano solo delle piccole correzioni l’Ape rappresenta l’unica opzione considerabile da inserire nella riforma delle pensioni e nella prossima Legge di Stabilità.

A questo punto i due incontri tra Governo e Sindacati di domani 23 giugno e del 28, sui temi pensioni anticipate e flessibilità lavorativa saranno fondamentali per i lavoratori che si trovano braccati dalla Legge Fornero. Inoltre sul tavolo del confronto ci sono questioni legate sempre alla pensioni ma che vedono coinvolte categorie specifiche di lavoratori come i precoci, coloro che svolgono un lavoro usurante e anche gli esodati. Insomma domani il Governo potrebbe scoprire le sue carte.