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Pensioni esodati e precoci: comitati chiedono intervento, ultime notizie su pressing al governo

L’offensiva delle categoria svantaggiate di aspiranti pensionati è oramai diventata una sorta di tenaglia che sta provando a stringere il governo in una morsa. Accanto all’azione del Comitati Cerritoriali di rappresentanza dei lavoratori precoci, infatti, c’è anche quella parallela della Rete Territoriale dei Comitati degli Esodati. Le richieste di precoci ed esodati sono chiaramente diverse ma tutte nascono dallo stesso punto di origine: la constatazione che sia indispensabile risolvere tutte quelle criticità che sono state create da disfunzioni della Riforma Fornero. Sia i comitati di difesa degli esodati che quelli che raggruppano i lavoratori precoci, sono convinti che il governo abbia l’obbligo di accelerare e trovare una soluzione che rispetti i loro diritti.

Gli ultimi a prendere la parola in ordine di tempo sono stati i comitati di rappresentanza degli esodati che hanno fornito le cifre di quella che è la loro situazione. In pratica, fatti salvi quegli esodati che sono rientrati nella Settima Salvaguardia dell’Inps, ci sarebbero, dati alla mano, poco meno di 50mila lavoratori precoci che sono ancora nel limbo dei senza lavoro e dei senza pensione. Si tratta di una cifra molto consistente se si tiene in considerazione che la platea è stata progressivamente ridotta dalle varie salvaguardie decise, a più riprese, dallo stesso governo. Quello che propongono i comitati di difesa dei diritti degli esodati è l’immediato ricorso a una nuova salvaguardia che sia, questa volta, decisamente risolutiva.  Non manca una frecciata all’esecutivo attuale che ha ridotto fortemente le risorse per un intervento finale rivolgendole ad altre destinazioni di uso che non erano affatto prioritarie come le spese urgenti per il Giubileo.

Il referente politico degli istante degli esodati è Cesare Damiano, lo stesso paladino dei lavoratori precoci. Questi ultimi, dopo un iniziale periodo di disorganizzazione, stanno crescendo e si stanno radicando sul territorio prendendo come modello proprio quello dei loro colleghi esodati. Anche i precoci hanno, come gli esodati, una proposta che è diventata una sorta di bandiera: si tratta della quota 41 senza penalizzazioni.

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