Pensioni lavoratori precoci: 3 mesi per le novità, ultime notizie sulle mosse di Damiano

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano non ci sta ad abbassare la testa sulla questione dei lavoratori precoci e, più in generale, sull’attuazione delle flessibilità in uscita, e chiede al presidente del Consiglio Renzi un incontro. Il faccia a faccia sembra essere l’ultima carta che Damiano ha a disposizione per cercare di convincere il premier che la sua proposta di quota 41 sui lavoratori precoci non solo è in grado di tutelare i diritti di uomini e donne che hanno iniziato a lavorare a 15 anni ma è anche decisamente economica. Proprio il vantaggio che lo Stato avrebbe sul lungo periodo dall’attuazione di quota 41 è uno dei punti su cui Damiano sta cercando maggiormente di battere negli ultimi tempi.

L’esponente della minoranza PD, infatti, è convinto che solo dimostrando la convenienza economica sia possibile piegare un esecutivo che si muove con l’ossessione dei conti pubblici. Damiano in altre parole è alla ricerca dell’occasione per sconfessare quello che invece è il messaggio che il numero uno dell’Inps Tito Boeri ha trasferito sul governo: non ci sono le risorse per alcun intervento, né si può pensare a trattamenti esclusivi e specifici come quelli invocato sui precoci. Si badi che direttamente né la Previdenza Sociale né tantomeno l’esecutivo hanno mai fatto riferimento a quota 41 o ai lavoratori precoci ma è proprio tale dimenticanza a lasciar intendere quella che è l’idea di Renzi e Boeri su questi uomini che sono solo a caccia del rispetto dei loro diritti.

Per ora non ci sono notizie in merito ad un possibile incontro con Renzi che, dal canto suo, ha invece precisato che le decisioni del governo sulle pensioni anticipate saranno prese ad inizio 2016. Ci sono quindi 3 mesi di tempo per capire che piega prenderanno gli eventi e soprattutto per captare dei segnali su quelle che saranno le decisioni sui lavoratori precoci. Per questo motivo è importante non far calare il sipario su questa categoria di lavoratori che chiede solo il dovuto mentre, in Italia, esistono migliaia di persone in pensione con assegno dorati e senza mai aver davvero alzato un dito.

 

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