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Pensioni lavoratori precoci: a carico dell’azienda, ultime notizie sulle nuove ipotesi

Per uscire dal vicolo cieco in cui il governo si è andato a porre in tema di pensioni dei lavoratori precoci, l’esecutivo potrebbe ricorrere ad un trucco di magia politica-amministrativa il cui esito, però, resterebbe comunque decisamente incerto. Secondo le ultime notizie riguardanti il dibattito sulla riforma delle pensioni, Renzi starebbe puntando il tutto per tutto sul cosiddetto prestito pensionistico che ha il suo grande punto di forza (per il governo) nel non necessitare di una forte copertura economica. L’idea del governo è quella di far pagare la pensione alle aziende private stesse, riservando al governo solo un ruolo di appoggio. E’ chiaro che, in una situazione di questo genere, l’intervento del governo sarebbe quasi di ausilio e scatterebbe solo in presenza di particolari situazioni di tutela.

Esportare questa idea del prestito pensionistico anche ai precoci avrebbe il sapore dell’ennesima beffa per delle persone che hanno iniziato a lavorare duramente a 16 anni e ora giustamente reclamano il diritto di andare in pensione senza penalizzazioni. Coinvolgere aziende e lavoratori sarebbe, quindi, una scelta che i precoci stessi non potrebbero certamente capire né tanto meno appoggiare.

Ma se realmente l’esecutivo decidesse di muoversi in questa direzione, allora, ci si troverebbe dinanzi ad una ulteriore dimostrazione del fatto che il governo sia concentrato solo sulla questione delle tasse e non abbia la minima intenzione di intervenire con decisione sulle pensioni. Nessuna riforma all’orizzonte, quindi, ma solo il tentativo di dare l’impressione di fare qualcosa senza spendere troppo. Ed è quindi probabile che la nuova normativa sul prestito pensionistico venga inserita nella Legge di Stabilità, come se sente vociferare da qualche giorno.

Una soluzione di questo tipo sarebbe il de profundis per tutte le proposte sulle pensioni dei lavoratori precoci che sono state formulate in questi mesi a partire proprio dall’efficiente quota 41 è finita nel dimenticatoio di qualche cassetto della politica.

La nuova proposta del governo (che tanto nuova non è assolutamente) va a cadere in un momento molto particolare. Sono questi, infatti, giorni di piana mobilitazione da parte dei sindacati per i precoci e gli esodati. Una mobilitazione che è giudicata tardiva.

 

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