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Pensioni lavoratori precoci: anticipata e part time, ultime notizie sulla Legge di Stabilità

Alla fine il gran giorno della delusione è arrivato perchè all’interno di quella Legge di Stabilità che, secondo alcuni ministri del governo Renzi, doveva contenere misure concrete per cercare di risolvere il caso dei lavoratori precoci, compare davvero ben poco e soprattutto quella che viene prospettata non è affatto una soluzione definitiva ma una sorta di tampone che va a rientrare nel più ampio discorso relativo alla pensione anticipata. Un tampone che, secondo le prime notizie a riguardo, non dovrebbe che riguardare una platea decisamente esigua di soggetti. Ma questa non è affatto una novità se si pensa che l’obiettivo delle misure che dovrebbero essere presenti nella legge di Stabilità era proprio quello di non pesare sulle finanze dello Stato. Insomma sia nel caso dei precoci che nel caso più generale della pensione anticipata, con i soldi a disposizione ben poco poteva essere fatto. L’esecutivo, infatti, non ha mai nascosto che in questa fase l’obiettivo sarà la riduzione delle tasse mentre nella prossima (ossia inizio 2016) si cercherà di agire sulle pensioni.

Con la Legge di Stabilità, quindi, per i lavoratori precoci cambierebbe ben poco. Renzi, infatti,punta a introdurre la cosiddetta uscita part-time per quei lavoratori che nel periodo compreso tra il 2016 e il 2018 avranno 63 anni e 7 mesi di età. L’uscita part time prevede che l’azienda paghi una parte dello stipendio ed i contributi previdenziali al lavoratore, mentre lo Stato si occupa dei contributi figurativi. Questo sistema, secondo i suoi ideatori, permettere di velocizzare il turnover senza che ci siano ripercussioni sull’assegno pensionistico. Si tratta della classica soluzione mediana, quindi, i cui requisiti sono talmente lunghi e complessi che la platea dei beneficiari effettivi, alla fine, risulta essere davvero poco cosa.

L’approvazione della Legge di Stabilità chiude per ora la questione dei lavoratori precoci ma chiude anche il dibattito su quelle che potevano essere proposte realizzabili e risolutive, come la quota 41 del Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che sono finite disperse nei cassetti della politica. Quello che è successo è la dimostrazione che che i precoci, una delle spine produttive del sistema Italia, purtroppo non hanno santi in paradiso.

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