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Pensioni lavoratori precoci: cosa farà il governo nel 2016? Ultime notizie dopo le parole di Poletti

I lavoratori precoci non hanno preso affatto bene le recenti dichiarazioni che il ministro Poletti ha rilasciato in merito al loro caso.  In una intervista a tutto tondo al Corriere della Sera, infatti, Poletti ha affermato che il tema dei precoci sarà certamente affrontato nel corso del 2016, quando il governo metterà mano alla più ampia questione relativa all’introduzione del principio di flessibilità in materia pensionistica. Fin qui nulla di nuovo perchè oramai anche i muri erano perfettamente consapevoli che per l’anno in corso non ci sarebbero state novità per i lavoratori precoci.

C’è invece poco da stare tranquilli quando il ministro, sempre nella solita intervista, ha affermato che la proposta che il governo formulerà sui lavoratori precoci non potrà prescindere dal riconoscimento del principio di solidità e tutela delle casse pubbliche. E’ singolare che Poletti non affianchi queste due esigenze anche la terza ossia la più importante dal punto di vista dei diretti interessati. Il sospetto di molti precoci è che l’esecutivo, dopo un estenuante tira e molla durato mesi, estragga dal cilindro una proposta che punta solo a non avere grandi ripercussioni sulle casse dello Stato, senza alcuna attenzione, invece, ai diritti di questi lavoratori che hanno iniziato a versare contributi da quando avevano 15 anni. In questo quadro una proposta di legge come la quota 41 di Cesare Damiano non è stata neppure citata da Damiamo e questo non è certamente rassicurante visto che quota 41 è la bandiera dei precoci.

L’impressione di molti lavoratori precoci è che le parole di Poletti siano in linea con quello che è il pensiero del presidente dell’Inps Tito Boeri riguardo a questa intricata matassa. Boeri, infatti, non ha mai fatto mistero che qualsiasi provvedimento sui lavoratori precoci non può prescindere dal rispetto dei parametri relativi alla spesa pubblica. Nell’intervista citata Poletti ha affermato che Boeri e l’Inps hanno solo una funzione consultiva e che mai e poi mai l’agenda politica in materia pensionistica può essere dettata dell’Inps. Sara davvero così?