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Pensioni lavoratori precoci: cresce sostegno per quota 41, ultimi notizie sulle parole di Di Salvo

La posizione del Partito Democratico, il cardine del partito di governo, in tema di pensioni dei lavoratori precoci sta subendo, ultimamente, se non un cambiamento vero e proprio, quanto meno un riassestamento. Il PD, infatti, è sempre stato diviso in due grosse componenti con da un lato il gruppo di minoranza di sinistra guidato da Cesare Damiano che già nel 2013 aveva presentato il disegno di legge sulla quota 97 per la pensione anticipata e sulla quota per i lavoratori precoci, e dall’altro, un gruppo molto eterogeneo più attento alle esigenze dei conti pubblici e contrario a ogni ipotesi di intervento che puntasse su cambiamento forte. Quest’ultimo gruppo è sempre stato “accusato” di essere più vicino a una visione di tipo tecnicista che ad una visione politica. In pratica una sorta di referente politico delle istanze del presidente dell’Inps Tito Boeri.

La vera novità di queste ultime settimane è che le uscite dei rappresentanti del Partito Democratico che sono favorevoli ad un intervento deciso sul caso dei lavoratori precoci si sono moltiplicate tanto che, oramai, ci sono molti osservatori che parlano di una tendenza all’interventismo dovuta alle imminenti scadenze elettorali. Certamente gli interventi non si traducono in un sostegno senza se e senza ma alla quota 41 senza penalizzazioni di Damiano ma in una generica necessità che lo Stato permetta a quei soggetti che hanno iniziato a lavorare da quando avevano 16 anni, di andare in pensione anticipatamente e senza penalità sull’assegno pensionistico mensile. Accanto a questi deputati ci sono quelli da sempre schierati per un’azione convinta per i precoci. L’ultima, ma solo in ordine di tempo, uscita in tal senso è stata quella dell’onorevole Di Salvo che durante la trasmissione Mi Manda Rai Tre ha parlato dalla necessità di risolvere il caso dei precoci permettendo ai diretti interessati di andare in pensione in tempi ragionevoli e senza attendere i 42 anni e 10 mesi attuali. Di Salvo non ha fatto riferimento alla quota 41 e quindi potrebbe anche essere che la sua proposta sia quella di quota 42, già fatta propria dell’ex ministro Treu.

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