Pensioni lavoratori precoci: Damiamo verso un compromesso, ultime notizie sul confronto col governo

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiamo è stato molto chiaro. E’ necessario, ha auspicato il padre della quota 41, che durante il dibattito in aula siano introdotti tutti quei correttivi necessari e possibili per cercare di venire incontro alla situazione dei lavoratori precoci. La presa di posizione di quello che, a tutti gli effetti, è stato l’unico politico che, in concreto, ha provato ad occuparsi del caso dei lavoratori precoci, è stata quasi inevitabile alla luce dell’ultimo stop che ha incassato un emendamento presentato alla Legge di Stabilità che puntava ad alleviare la questione dei precoci.

Quando infatti sembrava essersi aperto uno spiraglio per i precoci, ecco che il contorno mondo della burocrazia ha nuovamente scompaginato le carte e Cesare Damiamo è stato costretto a intervenire. Ma cosa è avvenuto? In pratica il Senato ha rimandato alla Camera la discussione in merito alla depenalizzazione degli assegni pensionistici liquidati prima del 2015. Si trattava di una norma che, se approvata, avrebbe aperto uno spiraglio a favore di quei lavoratori che avevano avuto accesso alla pensione con penalizzazioni fino al 31 dicembre 2014. Il rinvio alla Camera dell’emendamento, invece, allunga i tempi e rimescola tutto rendendo difficile per i lavoratori precoci anche la possibilità di portare a casa questo risultato.

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, però, ha già chiarito che tutto quello che potrà esser fatto sarà fatto. E’ chiaro che questo aspetto della questione non centri assolutamente nulla con la proposta di legge di quota 41. A tal riguardo però si potrebbero aprire delle praterie. Damiano, infatti, avrebbe intenzione di chiedere al governo una sorta di applicazione graduale delle sue proposte sui precoci. Si andrebbe verso una specie di test, quindi, per sondare quelli che potrebbero essere i numeri della platea di soggetti interessati al provvedimento. Il cambio di linea di Damiano sui precoci serve quindi proprio ad ammorbidire il governo che, fino ad oggi, ha sempre giustificato l’assenza di provvedimenti per i precoci alla luce dei costi troppo alti che in più di una circostanza sono stati denunciati dal presidente dell’Inps Tito Boeri.

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