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Pensioni lavoratori precoci: Damiano ora riaccende la speranza, ultime notizie sulla Legge di Stabilità

Il numero uno della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, non sembra essere intenzionato a darla vinta al governo Renzi sul caso dei lavoratori precoci. Come molti diretti interessati avevano prospettato, infatti, Damiano ha intenzione di utilizzare il momento del dibattito parlamentare sulla Legge di Stabilità come occasione per provare ad inserire un riferimento al caso dei precoci. Per il padre di quota 41, infatti, la Legge do Stabilità non può essere considerata come un totem inviolabile. Si tratta, invece, semplicemente di una legge nata negli ambienti del governo che ora deve incassare la fiducia della Camera e può essere emendata. Insomma nella aule c’è forse l’ultima occasione possibile per riuscire a introdurre un qualche elemento verso quella flessibilità in uscita con la quale Renzi si è detto concorde solo a parole.

Per il presidente Damiano, la decisione dell’esecutivo di non inserire alcun riferimento ai lavoratori precoci e, più in generale, alcun provvedimento in direzione della flessibilità, rappresenta un grave errore.

Se in seno alle aule parlamentari si formasse una maggioranza trasversale sulla questione dei precoci, allora il loro caso di questi uomini e donne che hanno iniziato a lavorare da quando avevano appena 15 anni e che pretendono solo di andare in pensione senza penalizzazioni, potrebbe riaprirsi. La convergenza potrebbe essere trovata attorno a quella quota 41, elaborata dalla stesso Damiano, che ha il merito di essere anche vantaggiosa per la casse statali. Ipoteticamente un discorso di questo tipo è fattibile ma come gli stessi precoci hanno imparato, nei palazzi della politica romana, una cosa sono le ipotesi e un’altra i passi concreti.

Ad ogni modo l’ora della verità sarà quella del dibattito sulla Legge di Stabilità. In quel momento i tanti che hanno espresso solidarietà all’isolata battaglia dei lavoratori precoci per un giusto diritto alla pensione, potranno uscire allo scoperto. In caso contrario, si dovrà attendere il 2016 quando il governo metterà mano alle pensioni. Ma in quella circostanza non è affatto detto che venga approvata una legge soddisfacente.

 

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