Pensioni lavoratori precoci: discussioni sulla Legge di Stabilità, ultime notizie sull’iter previsto

Sui lavoratori precoci non sembrano esserci più grandi spiragli di intesa. L’assenza di richiami alla loro posizione all’interno della Legge di Stabilità, infatti, sembra destinare la loro questione ad essere rinviata al nuovo anno all’interno del più ampio discorso sulla flessibilità in uscita. Sempre che, anche in quella occasione, prevalga un senso di responsabilità e si decida di rispettare quello che è sacrosanto diritti di chi ha iniziato a lavorare da quando aveva 16 anni ad andare in pensione senza subire penalizzazioni.

Ma senza correre troppo veniamo alle novità di questi giorni. La Legge di Stabilità, infatti, dopo il via libera del governo, farà ora tappa in Parlamento dove inizierà il normale iter previsto in questi casi. E’ nelle pieghe dei regolamenti parlamentari che si nasconde la possibilità di introdurre dei provvedimenti a favore dei prococi. Per quanto sia difficile che questo scenario si realizzi, nonostante lo stesso Cesare Damiano, l’alfiere della proposta di quota 41 abbia lasciato aperta la porta ad una eventualità di questo tipo, esso è comunque, a tutti gli effetti, l’unico momento in cui qualcosa può cambiare non fosse altro per non dare l’impressione che il governo sia completamente disinteressato ai precoci.

Proseguire con questa posizione distratta nei confronti dei lavoratori precoci significherebbe, di contro, confermare quello che è il sospetto di tanti diretti interessati ossia che all’esecutivo Renzi dei precoci non sia mai interessato nulla. In effetti se si va a guardare alla storia di questa vicenda, è praticamente impossibile non notare che per mesi ci sono state dichiarazioni e prese di posizione che, fondamentalmente, sono sempre state basate sul nulla. Questo atteggiamento disinteressato del governo, ad ogni modo, è stato possibile solo perchè i precoci si sono trovati sempre privi di copertura politica, a parte la lodevole di Damiano, e sindacale con la Triplice che si è ricordata del calvario di questi uomini italiani sono quando i giochi erano fatti.

 

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Comments

  1. Ma qui si parla di gente che stà lavorando ,ma i precoci che sono disoccupati e senza reddito sono tutelati o no,gente che ha oramai più di 60 anni e 35 anni di contributi,vista la situazione attuale dell’Italia non credo possano inserirsi nel lavoro e nel frattempo non hanno diritto a nessun reddito,come possono vivere e pagare tasse e bollette senza un reddito ,questo e il vero dramma e non sento parlare nessuno di questa categoria,oltretutto mandando in pensione tutta questa gente si darebbe una spinta al consumo interno,perchè quei soldi sarebbero restituiti allo stato sotto forma di tasse e bollette,altrimenti ci saranno pignoramenti a raffica e contatori piombati,qualcuno sa dirmi cosa a deciso il governo per questa categoria??????grazie.

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