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Pensioni lavoratori precoci e usuranti: Damiano sfiducia l’Inps, ultime notizie sull’appello a Renzi

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, non ha atteso a lungo per riprendere il pressing sul governo in merito al caso dei lavoratori precoci e, più in generale, sulla necessità di introdurre la tanto invocata flessibilità in tema di pensioni.

Già giorno 2 gennaio, infatti, Damiano ha rivolto un appello al governo Renzi affinchè si metta immediatamente mano alle pensioni rispettando quella che è la parola che lo stesso esecutivo ha dato agli italiani nel mese di settembre quando, lasciando tutti spiazzati, fu annunciato il rinvio di qualsiasi decisione concreta sulle pensioni.

Il post che Damiano ha pubblicato sulla sua Pagina Facebook vale quindi come una sorta di promemoria all’esecutivo affinchè si risolva la questione dei lavoratori precoci. E’ chiaro che il padre della proposta di legge di quota 41 per i precoci e quota 97 per la pensione anticipata non intende sollecitare un intervento real time del governo ma l’appello di Damiano serve comunque a ricordare all’esecutivo che è arrivato il momento di passare ai fatti sulla flessibilità. Nella seconda parte del post pubblicato da Damiano, si fa riferimento ai costi dell’operazione. Ancora una volta il presidente della Commissione Lavoro della Camera ci ha tenuto a ribadire che le riforme per i precoci ma anche per gli usuranti possono essere implementate a costi molto contenuti. Scrive, in particolare, Damiano che “l’anticipo di 4 anni, rispetto alle attuali normative, rappresenta sicuramente un costo (da 66 anni e 7 mesi a 62 e 7 mesi): ma i successivi 19 anni (da 66 e 7 mesi a 85), sono un risparmio“.

Damiano, quindi, non fa alcun passo indietro ma anzi mette le mani in avanti su quelle che potrebbero essere le obiezioni sia da parte dell’esecutivo che da parte dell’Inps. Al primo che in più di una occasione ha parlato di assenza di proposte concrete, il presidente della Commissione Lavoro della Camera ha risposto affermando che le proposte ci sono anche se sono chiuse in un cassetto mentre, per quanto concerne l’assenza di copertura più volte citata dall’Inps come giustificazione per bloccare la strada a ogni riforma delle pensioni, Damiano ha affermato che i calcoli fatti dalla Previdenza Sociale sono approssimativi e non dettagliati. “Le cifre che ci ha fornito l’Inps non ci convincono” ha detto il padre di quota 41 per i lavoratori precoci.