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Pensioni lavoratori precoci: formato nuovo comitato, ultime notizie dopo l’allert dell’UE

Le recenti prese di posizione del presidente dell’Inps Tito Boeri non sembrano essere sufficienti ai lavoratori precoci che non hanno alcuna intenzione di fare passi indietro dal sentiero della mobilitazione che hanno intrapreso negli ultimi mesi. Il segno tangibile di quella che è una precisa volontà a far rispettare i propri diritti è rappresentato dalla nascita continua di altri comitati a sostegno e a difesa dei lavoratori precoci. Praticamente in più parti d’Italia si sta assistendo alla creazione di una serie di comitati il cui compito è quello intervenire per coordinare una eventuale mobilitazione che, secondo molti diretti interessati, non potrà non esserci.

L’inevitabilità del braccio di ferro è testimoniata da quelle che sono state le ultime notizie in merito al caso dei precoci. La proposta del numero uno dell’Inps, Tito Boeri, di riformare le regole per il pensionamento dei precoci semplicemente ribadendo quelle sono le direttive attuali, non può andare giù a chi, già da tempo, ha fatto quadrato attorno alla proposta di quota 41 senza penalizzazioni che è stata elaborata dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano.

Se l’intenzione del governo sui lavoratori precoci sarà quella di accogliere la proposta di Boeri allora è chiaro che si dovrà andare verso una forte mobilitazione ed è per questo motivo che i comitati territoriali tra i lavoratori precoci continuano a formarsi, indifferenti ai deboli segnali di fumo che arrivano dagli ambienti del governo e più in generale dai palazzi.

I precoci, in particolare, non solo non si fidano di un governo che da tempo ha mostrato di giocare ad un estenuante tira e molla affermando che non ci sono proposte sulla pensione anticipata (e quindi sui precoci) quando da mesi sono depositate le proposta di quota 97 e quota 41 elaborate da Damiano, ma sono anche perfettamente consapevoli che si devono sempre fare i conti con l’Europa.

La tenuta dei conti pubblici richiesta dall’Europa, infatti, è sempre stata la maschera dietro la quale ampie fette del mondo politico e istituzionale si sono nascoste per giustificare l’impossibilità di provvedimenti veri per i precoci. Appena ieri, Renzi ha affermato che l’Italia non si farà dettare alcuna linea dall’Europa. Il suo intervento è stato applaudito da Damiano ma i precoci hanno imparato a restare sempre con i piedi per terra.