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Pensioni lavoratori precoci: forse una spiraglio, ultime notizie sulle parole di Renzi

I lavoratori precoci sembrano essere finiti quasi in una situazione paradossale per la quale il lassismo del governo in tema di pensioni potrebbe addirittura aiutarli. E’ questo l’ultimo scenario che si sta facendo avanti e che è stato confermato dalle parole di Renzi alla nota trasmissione tv Che tempo che fa. Il presidente del consiglio, durante una domanda in merito a quelle che sono le intenzioni del governo sulle pensioni, ha affermato che l’esecutivo affronterà il nodo previdenza non prima del 2016. In pratica Renzi ha finalmente messo nero su bianco quello che tutti sanno già da molte settimane: non ci sono coperture per le pensioni e quindi il governo rinvia tutto a tempi migliori anche perchè le risorse che Renzi ha intenzione di mettere in campo serviranno per ridurre le tasse.

In questa situazione i lavoratori precoci potrebbero riuscire ad avere una qualche speranza se la Legge di Stabilità dovesse tamponare quelle che sono delle situazioni specifiche. Il modo attraverso il quale avverrebbe questo intervento non è chiaro ma sembra essere completamente esclusa la possibilità di un ricorso alla quota 41 di Cesare Damiano la quale, quindi, continuerebbe a giacere nei cassetti della politica a dimostrazione di quello che poteva essere fatto e non è stato fatto.

A far pendere la bilancia dalla parte di un possibile intervento sui lavoratori precoci in Legge di Stabilità, sono del resto le recenti parole del ministro Poletti che ha affermato che l’esecutivo sta cercando una soluzione per i lavoratori precoci da inserire nella Legge di Stabilità.

In quadro che si sta profilando è quindi chiaro: mentre tutta la patata bollente delle pensioni sarà affrontata l’anno prossimo, per alcune situazioni specifiche come appunto è il caso di questi lavoratori che hanno iniziato a lavorare a partire da 15 anni e reclamano il diritto di andare in pensione senza tagli sull’assegno mensile, si potrebbero aprire nuovi scenari. Il condizionale resta comunque sempre d’obbligo anche perchè, ad oggi e stando alle ultime notizie, l’esecutivo non è mai stato in grado di dire con chiarezza non quale sarà il destino delle pensioni ma cosa accadrà ai precoci.

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