Home / economia / Pensioni lavoratori precoci: governo riparte con promesse, ultime notizie sulla flessibilità in uscita

Pensioni lavoratori precoci: governo riparte con promesse, ultime notizie sulla flessibilità in uscita

La saga delle promesse del governo nei confronti dei lavoratori precoci sembra essere ripresa. Il ministro Poletti, lo stesso che neppure un mese fa su Twitter aveva affermato che per il caso dei precoci l’esecutivo stava studiando una soluzione che avrebbe trovato la luce nella Legge di Stabilità, ha affermato, durante un intervento tv, che la flessibilità in uscita sarà certamente presa in considerazione dall’esecutivo. Poletti non ha citato i lavoratori precoci confermando così quello che sembra davvero essere il modo di azione che il governo si è scelto ossia non fare il nome dei problemi per evitare di parlarne. Il ministro ha invece difeso a spada tratta la normativa sul part time che è invece stata inserita all’interno della Legge di Stabilità.

Le dichiarazioni di Poletti, al di la del caso dei lavoratori precoci, è inseribile in un più ampio contesto che è stato ben esplicitato dal numero uno dell’Inps, Tito Boeri, nei giorni scorsi. Il presidente della Previdenza Sociale, subito dopo l’approvazione da parte del governo della Legge di Stabilità, ha chiarito che è necessario intervenire sulle pensioni con una riforma complessiva e non con provvedimenti specifici. Le parole di Boeri, quindi, ancora una volta, confermano che per l’Inps il caso dei precoci neppure esiste.

Alla luce di queste premesse non è errato affermare che, con tutta probabilità, la quota 41 ideata dal presidente della Commissione Lavoro presso la camera dei deputati, Cesare Damiano, non è neppure destinata ad essere presa in considerazione.

Quale futuro quindi per i lavoratori precoci che giustamente chiedono di andare in pensione senza subire penalizzazioni visto che hanno iniziato a lavorare neppure maggiorenni? L’impressione è che con il via libera alla Legge di Stabilità, il caso dei precoci sia tornato nel dimenticatoio. Ed è appunto questa la paura dei diretti interessati: il finire nuovamente a urlare contro un muro. Del resto, questa situazione si era già verificata nei mesi scorsi quando i precoci davvero avevano dato l’impressione di essere un Davide contro il Golia del silenzio di media, politici e sindacati.