Pensioni lavoratori precoci: nuovo nulla di fatto, ultime notizie sulla Legge di Stabilità

Restano con l’amaro in bocca i lavoratori precoci che, stando alle ultime notizie, dovrebbero essere tra le poche categorie a restare escluse anche dai provvedimenti tampone che sono presenti nella Legge di Stabilità. Per i precoci quello che sembrerebbe essere andato in onda in questi giorni ha tutta l’aria di essere una sorta di riedizione di quello che si era già visto a settembre e, prima ancora, a luglio. Tante parole, tanti impegni e poi, alla prova dei fatti, il nulla. Sembrerebbe che davvero questa categoria non abbia alcun “santo in paradiso” nonostante la forte mobilitazione di queste ultime settimane aveva comunque lasciato ben sperare. Invece nulla.

Alla luce di queste ultime novità e arrivati a questo punto, sembrerebbe adesso davvero inevitabile che i lavoratori precoci attendano il nuovo anno per vedere qualcosa di concreto. L’esecutivo, infatti, ha garantito che il 2016 sarà l’anno delle pensioni e che si cercherà di introdurre il tanto invocato meccanismo della flessibilità. Le prospettive, almeno a parole, non sono quindi da gettare anche se quello che è il vero cavallo di battaglia dei precoci, ossia la proposta di quota 41 ideata dal presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, non è stato neppure citato dai rappresentati dell’esecutivo come strada da prendere in considerazione quando, l’anno prossimo, si metterà mano al dossier.

E sono in tanti, tra i diretti interessati, ad essere oramai completamente disillusi. La maggior parte dei lavoratori precoci, infatti, non sembra più credere a promesse ed impegni che vengono sempre spinti più in là nel tempo. C’è una proposta che sarebbe risolutiva per il caso dei precoci, ci sarebbe anche la possibilità di fare una sorta di test per verificare quelle che sono le reali esigenze di copertura finanziaria, ma, da parte dell’esecutivo, non sembra esserci alcuna voglia di passare ai fatti concreti. L’impressione è che su tutto il caso dei precoci ci sia una sorta di veto da parte dell’Inps.

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