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Pensioni lavoratori precoci: obiettivo annullare le penalizzazioni pre-2015, ultime notizie sul dibattito

E’ iniziato nella giornata di oggi il dibattito in Commissione Bilancio del Senato sulla Legge di Stabilità. Sul tavolo, in particolare, ci sono le norme in materia pensionistica che sono state introdotte nella legge finanziaria tra molti malumori da parte di tutti quelle categorie che avrebbero voluto una maggiore considerazione. E’ questo il caso dei lavoratori precoci che, dopo un tira e molla durato mesi interi, non sono stati neppure presi in considerazione nella Legge di Stabilità e l’esame della loro posizione è rimandato al 2016 (forse).

E’ chiaro

Eppure proprio in Commissione Bilancio del Senato potrebbero aprirsi prospettive interessanti. E’ in sede di commissione, infatti, che vengono esaminati gli emendamenti ammissibili. Secondo le ultime notizie a riguardo è molto probabile che durante il dibattito sulla nuova normativa, la minoranza Dem, alla quale, tra l’altro, fa riferimento Cesare Damiano, il padre della proposta di legge di quota 41 sui lavoratori precoci, possa chiedere di introdurre un provvedimento che annulli le penalizzazioni previste per i precoci che sono andati in pensione prima del 2015. I lavoratori precoci che sono andati anticipatamente in pensione fino allo scorso anno, infatti, subiscono decurazioni dell’assegno mensile che possono arrivare anche al 12% (in taluni casi). Un intervento di annullamento di questa sperequazione sarebbe, in primo luogo, un atto di indiscussa onestà nei riguardi di questi lavoratori che, ricordiamolo, hanno iniziato a lavorare da quando avevano 15 anni e adesso reclamano solo il loro diritto di andare in pensione anticipatamente e senza penalità.

E’ chiaro che un provvedimento simile sarebbe solo da tampone a una situazione decisamente difficile. Quello che servirebbe per risolvere il caso dei precoci sarebbe invece una azione organica da parte dell’esecutivo. E’ per questo motivo che, proprio in queste settimane, la Cgil è tornata ad alzare la voce chiedendo l’introduzione della proposta di legge quota 41 di Damiano. Un’idea, ha messo in evidenza il sindacato, che non avrebbe impatto sulle finanze pubbliche e che quindi rispetterebbe i conti del MEF. L’impressione è che, questa volta e a differenza di quanto avvenuto in estate, i precoci siano decisamente meno soli.

 

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