Pensioni lavoratori precoci: penalizzazioni vanno eliminate, ultime notizie sul dibattito in atto

Il tempo per trovare una soluzione al caso dei lavoratori precoci sta inesorabilmente stringendo. La Legge di Stabilità, infatti, è oramai arrivata alle sue ultime tappe e il rischio, concreto, è che i precoci restino ancora i grandi esclusi da qualsiasi genere di provvedimento del governo. Nella Legge di Stabilità, infatti, compaiono gli esodati (a loro è dedicata la settima salvaguardia che si va ad unire alle precedenti sei) e le donne inserite nell’Opzione Donna, mentre non sembra esserci posto per tutti quegli italiani che hanno iniziato a lavorare da quando avevano 16 anni (o addirittura 15) e adesso, magari dopo essere rimasti senza occupazione, rivendicano il loro diritto di andare in pensione perchè 41 anni di contributi versati allo stato italiano sono davvero tanti.

E’ vero che i lavoratori precoci rispetto a quello che avvenne a settembre sono meno soli e certamente hanno adesso appoggi, anche dal sindacato, che prima non avevano, ma è altrettanto vero che ai diretti interessati il gioco del governo Renzi non piace più. Per farla breve si parla oramai apertamente di presa in giro, di tira e molla e scaricabarile da parte di un esecutivo che, secondo molti lavoratori precoci, non sarebbe mai stato davvero interessato a trovare una soluzione.

In questo quadro decisamente sconsolante emerge ancora di più la figura del presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. Il padre di quota 41, anche oggi è tornato alla carica sull’argomento affermando che il parlamento dovrebbe avere il coraggio di modificare quella parte della Legge di Stabilità che punta sulla crescita. L’obiettivo, ha detto l’esponente della minoranza del Partito Democratico, deve essere quello di dare le basi per un consolidamento della crescita e per fare questo vanno eliminate le penalizzazioni previste per chi è uscita dal mondo del lavoro prima del 2015. Crescita e pensioni, quindi, almeno nell’ottica di Cesare Damiano non sono affatto slegate, anzi. Probabilmente l’origine di un problema che interessa anche i precoci è proprio questo: il ritenere le pensioni antitetiche alla crescita.

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