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Pensioni lavoratori precoci: piano Boeri nel dettaglio, ultime notizie sulla proposta dell’Inps

L’intervista rilasciata dal presidente dell’Inps Tito Boeri all’emittente Sky TG24 ha riacceso il dibattito attorno alla questione dei lavoratori precoci. Dopo alcuni mesi di basso profilo, quindi, il caso di quei lavoratori che hanno iniziato a versare contributi da quando avevano 16 anni e che ora reclamano il diritto di andare in pensione anticipatamente e senza subire penalizzazioni, è tornato ad essere centrale nell’agenda politica. Il rifermento del numero uno della Previdenza Sociale ai lavoratori precoci rappresenta una novità di indubbio peso visto e considerato che mai, fino ad oggi, Boeri aveva neppure preso in considerazione l’esistenza di un caso precoci.

L’annuncio del piano Boeri, per pensione anticipata e precoci, ha comunque colto nel segno se è vero che già ieri il padre di quota 41, Cesare Damiano, è subito intervenuto rallegrandosi per l’auspicio espresso da Boeri e lanciando anche un messaggio sotto le righe che lascia intendere che, inevitabilmente, si andrà ad una sorta di braccio di ferro con un governo che, in tema di precoci, ancora sul finire del 2015 affermava che non vi erano proposte.

Ma quali sono i dettagli precisi della proposta di Boeri sul pensionamento dei lavoratori precoci? Il piano elaborato dal presidente dell’Inps prevede l’uscita dal mondo del lavoro per quei soggetti che hanno versato contributi per 42 anni e 10 mesi, nel caso degli uomini, o per 41 anni e 10 mesi nel caso delle donne. Se si va a fare un confronto con quella che è la regolamentazione attuale del comparto dei precoci, non ci si mette tanto a rendersi conto che praticamente la proposta di Boeri per i lavoratori precoci altro non è che una conferma di quelli che sono gli attuali requisiti. In concreto, quindi, almeno per quello che riguarda i precoci, non esiste alcuna vera novità ma solo un ribadire delle regole attuali. Sotto questo punto di vista, quindi, assumono un forte senso i richiamo di Cesare Damiano che invece con quota 41 per i precoci intende davvero cambiare le regole del settore.

 

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