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Pensioni lavoratori precoci: Renzi prende tempo, ultime notizie dopo proposta Boeri

E’ un vero e proprio assedio quello al quale è sottoposto il presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla questione dei lavoratori precoci. Che il vento fosse cambiato rispetto agli ultimi mesi del 2015, lo si era intuito fin dai primi giorni del nuovo anno quando Cesare Damiano aveva ben pensato di ricordare all’esecutivo l’impegno preso con gli italiani su una necessaria ed organica riforma delle pensioni da portare a compimento entro l’anno. Dopo il promemoria di Damiano era stato tutto un rincorrersi di dichiarazioni che hanno davvero dato l’impressione che i lavoratori precoci siano finalmente entrati nell’agenda politica.

Le proposte per risolvere il caso dei precoci sono tornate ad essere molto eterogenee tra di loro e spesso addirittura agli antipodi ma, come hanno fatto notare i diretti interessati, l’aspetto più importante in questa fase è che se ne parli il più possibile in modo tale da mettere il governo alle strette. A distanza di quasi un mese da quello che può essere definita come un nuovo capitolo del lungo libro sulle pensioni dei precoci, il risultato non è certamente incoraggiante visto che, da fronte governativo, si ha solo una generica presa di posizione del sottosegretario all’Economia Paola De Micheli e il silenzio più completo da parte del presidente del Consiglio Renzi. Nonostante il governo sia praticamente quasi assediato, visto che anche il sindacato è in campo a difesa dei precoci, l’atteggiamento che sta dominando è quello di un continuo prendere tempo, evitando di esprimere giudizi affrettati. Insomma, tutto lascia intendere che la battaglia dei lavoratori precoci per il loro diritto di andare in pensione senza penalizzazioni sia ancora molto dura e lunga.

Neppure la proposta di Boeri ha spinto Renzi a fare un passo in avanti. Il presidente dell’Inps è uscito allo scoperto e ha lanciato la sua idea di portare quota 41 a quota 42-43. Un allungamento che non è certo piaciuto ai precoci che vedrebbero così tramontare le aspettative della proposta di Damiano. Ma neppure questo è stato sufficiente a far entrare in gioco il governo.

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