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Pensioni lavoratori precoci: risorse dal taglio delle pensioni d’oro, ultime notizie sulle parole di Damiano

Alla mobilitazione sindacale in corso in questioni giorni fino al 15 ottobre non poteva mancare il sostegno di Cesare Damiano. Il presidente della Commissione Lavoro della Camera nonchè padre dell’unica proposta seria fatta sulle pensioni dei lavoratori precoci, ha espresso massima solidarietà per la decisione del sindacato di scendere in campo, affermando che il governo ha l’obbligo di cercare soluzioni che rendano possibili il rispetto dei diritti di chi, spesso non per sua scelta, ha iniziato a lavorare a 15 anni e ora vorrebbe andare in pensione senza subire penalizzazioni sull’assegno mensile.

La partecipazione di Cesare Damiano alla mobilitazione dei sindacati su precoci, esodati, quota 96 e opzione donna, è il segnale che la partita sui precoci potrebbe non essere completamente chiusa. Un timido spiraglio potrebbe arrivare infatti dallo stesso esecutivo se Renzi si decidesse a riportare la giustizia in materia pensionistica andando a tagliare la tante pensioni d’oro che l’Inps paga ogni anno a migliaia di privilegiati a partire dai politici di professione. Il taglio, sostenuto apertamente da uno schieramento trasversale e da una vasto spezzone della società che da anni si batte contro i privilegi della casta, libererebbe numerosissime risorse rendendo possibile la creazione di un sorta di fondo da utilizzare (anche) per arrivare a un provvedimento sui lavoratori precoci magari partendo proprio dalla quota 41 di Damiano.

Fino ad adesso, infatti, l’alibi del governo Renzi è sempre stato quello delle risorse finanziarie non sufficienti. Il governo, su impulso dell’Inps, ha sempre preferito rinviare ogni decisione sui precoci, e più in generale su tutto il comparto pensioni, a causa dell’assenza di coperture sufficienti. Poco ha importato, però, il fatto che, dati alla mano, Damiano sia riuscito a dimostrare che il costo della quota 41 era perfettamente sostenibile e che, anzi, rispetto al sistema attuale, la quota 41 permetteva anche un risparmio. Il governo, sul quale pende anche la spada dell’Europa che in più di una circostanza ha ricordato ai politici italiani che si deve guardare soprattutto e in primo luogo al controllo della spesa pubblica, non hai mai mostrato alcun interesse concreto ad affrontare la questione precoci. Adesso giunge la voce di una proposta di tagli alle pensioni d’oro che altro non è che un invito al buon senso e un tentativo di ristabilire la giustizia.