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Pensioni lavoratori precoci: rispunta anche quota 42, ultime notizie sul dibattito in corso

Sul dibattito relativo al caso dei lavoratori precoci è intervenuto anche l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu che ha rilanciato un’idea che già da tempo circola in alcuni ambienti politici e tecnici: quella di quota 42 senza penalizzazioni. Treu, intervenendo nel corso della trasmissione televisiva diMartedì, ha affermato che se un lavoratore è entrato nel mondo del lavoro fin dai 15 o 16 anni ed ha prestato servizio per 41 o 42 anni, allora questo lavoratore deve essere messo nelle condizioni di andare in pensione senza subire penalizzazioni. Per Treu, quindi, l’introduzione di penalità sull’assegno pensionistico mensile che i lavoratori precoci andrebbero a percepire, rappresenta una ingiustizia che deve essere assolutamente evitata.

Il pensiero dell’ex ministro è quindi molto chiaro nella parte in cui rivendica la necessità che non ci sia nessuna penalizzazione per i lavoratori precoci ma non lo è affatto nella parte in cui vengono fornite delle indicazioni in merito ai requisiti necessari. Treu, infatti, pur nominando espressamente i 41 anni di contribuzione, fa anche riferimento a 42 anni ossia a una sorta di quota 42.

Le parole dell’ex ministro hanno suscitato un vespaio di polemiche tra i diretti interessati anche perchè si tratterebbe di un ulteriore peggioramento dei requisiti rispetto a quelle che sono le attuali proposte in campo. Ad ogni modo le affermazioni di Treu non vanno comunque sopravvalutate anzi possono essere una spinta ulteriore del governo a fare presto visti i tempi lunghi che stanno caratterizzando l’azione dell’esecutivo sulla riforma delle pensioni.

Le paure, però, ci sono e anche questo è innegabile. Negli ultimi giorni, in particolare, si è creato un certo malumore tra i precoci stessi che sono arrivati a mettere in dubbio la reale capacità di Damiano di incidere sull’azione di governo. In fin dei conti, infatti, quota 41 è stata presentata da oltre 2 anni e nulla è cambiato in tutto questo tempo.

Il vero pomo del problema, però, è stato ben evidenziato dalla stesso Treu che non ha avuto alcun dubbio nell’affermare che risolvere la questione del pensionamento dei precoci, oggi, significa dare la possibilità ai giovani di entrare nel mondo del lavoro.

 

 

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