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Pensioni lavoratori precoci: Salvini con Damiano, ultime notizie su una svolta impossibile

La provocazione è arrivata puntuale. Dal palco della manifestazione leghista di Bologna, Matteo Salvini ha invitato il governo a fare presto, affermando di essere disponibile ad appoggiare tutte quelle proposte sensate che riescano ad alleggerire il fardello pensionistico che la Riforma Fornero ha calato addosso ad alcune categorie di lavoratori come ad esempio i precoci. Sui lavoratori precoci, il Salvini-pensiero è molto chiaro anche se, ad onor di cronaca, non rappresenta comunque nulla di nuovo visto che il leader leghista in più di una occasione aveva affermato che fosse necessario e urgente risolvere la matassa dei precoci.

La mossa di quello che in tanti considerano come il futuro leader del centro destra è chiaramente puramente politica e mira a mettere in imbarazzo il vertice del Partito Democratico. Dichiarandosi disposto a sostenere i diritti dei lavoratori precoci e affermando di essere pronto a sostenere la proposta di legge di 41 elaborata da Cesare Damiano, Salvini punta a mettere con le spalle al muro il partito di Renzi.

Ma questi calcoli politici ai lavoratori precoci non interessano più di tanto. Per i lavoratori precoci, infatti, la cosa importante è che si vada a costruire in Parlamento una maggioranza anche trasversale che consenta di trasformare la proposta di legge di quota 41 in legge. E’ vero che c’è il generico impegno dell’esecutivo a mettere mano alle pensioni a partire dal prossimo anno in modo tale da introdurre la tanto agognata flessibilità ma è anche vero che il tempo stringe e che tanti precoci rischiano di andare in pensione subendo tagli dell’assegno mensile. Per questo motivo sono in tanti a salutare molto positivamente la mossa di Salvini, indipendentemente da quello che possa essere il proprio pensiero sul leader leghista. Ricordiamo che la quota 41 proposta mesi fa dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati prevede permette ai lavoratori precoci di andare in pensione non appena sono maturati i 41 anni di contributi. Secondo il suo estensore la quota 41 sarebbe perfettamente sostenibile dal Mef.