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Pensioni lavoratori precoci: sindacati contro Boeri, ultime notizie su quota 42 e 43

La reazione dei sindacati al piano del presidente dell’Inps, Tito Boeri, per i lavoratori precoci non si è fatta attendere. Le sigle sindacali, infatti, si sono dichiarate contrarie sia a quota 42 che a quota 43, le due proposte che il numero uno della Previdenza Sociale ha messo nero su bianco negli scorsi giorni. Le ultimissime sulle pensioni dei precoci, quindi, vedono il fronte pro-quota 41 attestato sulla linea della fermezza e della critica dinanzi alla proposta Boeri che ha davvero corso il rischio di rompere le uova nel paniere a chi da anni chiede la quota 41 senza penalizzazioni per i precoci.

I sindacati, in particolare, hanno affermato che allungare ancora i requisiti per il pensionamento sarebbe uno sfregio nei confronti di chi ha iniziato a lavorare e versare contributi da quando aveva 16 anni. Per le sigle sindacali, inoltre, ad essere danneggiati dalla proposta Boeri sarebbero coloro i quali hanno iniziato a lavorare molto presto (quindi anche 15 anni) e nella quasi totalità delle volte svolgono lavori molto pesanti. Insomma per i più deboli, la proposta Boeri altro non è che una beffa nella beffa.

E’ per tutti questi motivi che i sindacati, assieme a uno schieramento trasversale che include la minoranza PD che fa capo a Damiano e alla Gnecchi, la Lega Nord e parti di centrodestra, restano attestati sulla più tollerabile quota 41 senza penalizzazioni.

Mettendo su un piatto entrambe le proposte, però, è impossibile non notare che quella di Boeri è più propensa ad accogliere le rilevazioni dell’Europa sulla necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici. Non solo. Boeri, infatti, nel presentare la quota 42 per le donne precoci e la quota 43 per gli uomini precoci, ha detto, a chiare lettere, che nel caso in cui non avvengano delle modifiche all’attuale legislazione per i precoci, si va a correre il serio rischio che nel 2035 i precoci possano andare in pensione con 45 anni di contributi. In poche parole o si prende quello che è fattibile oppure, come un cappio, i meccanismi della Legge Fornero iniziano a presentare il loro conto.

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