Pensioni lavoratori precoci: stop penalizzazioni a costo zero, ultime notizie sul dibattito

Con l’inizio della nuova settimana riprende il dibattito sul caso dei lavoratori precoci. L’eredità consegnata dai primi mesi del 2016 non è certamente incoraggiante e l’unica novità veramente positiva è rappresentata dall’incremento della mobilitazione da parte degli stessi precoci con la nascita di numerosi comitati territoriali di coordinamento, mentre la proposta Boeri, a prima vista molto interessante, si è svelata essere, secondo i diritti interessati, solo un originale trucco per lasciare tutto così come è oggi.

In questa nuova settimana, importanti novità sono attese sia dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati guidata da Cesare Damiano che, probabilmente, dallo stesso governo. La Commissione, ideatrice della proposta di legge di quota 41 per i lavoratori precoci, già la scorsa settimana era tornata a chiedere più attenzione per il caso dei precoci. Il governo dal canto suo, dopo le anticipazioni del sottosegretario all’Economia e Finanza, De Micheli, potrebbe intervenire nel dibattito anche perchè le stesse parole del numero uno dell’Inps, Tito Boeri, sono in attesa di commento e giudizio da parte dell’esecutivo.

Il vero pomo della discordia sul caso dei lavoratori precoci è rappresentato dalla copertura finanziaria. Mentre per i tecnici dell’Inps, rappresentati dalle parole di Boeri, la coperta è talmente corta per realizzare interventi sulle pensioni che al massimo si può pensare ad interveniti timidi, per Cesare Damiano, e il suo gruppo, la quota 41 per i precoci avrebbe un costo molto contenuto e sopratutto non avrebbe alcun impatto sulle finanza. In una situazione simile si è inserita la De Micheli che ha affermato che il MEF sta già facendo degli studi basati su proiezioni. Questa circostanza, però, non ha conferma di diretta dalle parole di Damiano che anzi ha denunciato la scarsa collaborazione dell’Inps nel fornire le cifre potenziali della platea dei sogetti interessati. E allora, se la situazione è questa, i lavoratori precoci si stanno chiedendo se il MEF sta davvero procedendo ad un esame del costo dell’intervento o se l’obiettivo sia ancora quello di prendere tempo.

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