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Pensioni lavoratori precoci: strada in salita, ultime notizie prima della ripresa dei lavori

Anche le vacanze della politica stanno per finire e allora è molto probabile che già a partire dalla prossima settimana si possa tornare a parlare di pensioni e di lavoratori precoci nel palazzo del governo e in quello del parlamento. L’eredità lasciata dal 2015 sul caso dei lavoratori precoci non è certamente di buon auspicio. Le ultime notizie dell’anno, infatti, avevano fatto riferimento a una profonda spaccatura sussistente tra gli alfieri di quota 41, guidati dal presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, e quell’eterogenea platea intera allo stesso Partito Democratico che ha sempre parlato solo di possibili piccole correzioni all’attuale legge sui precoci o addirittura dell’impossibilità a cambiare nulla in nome del rispetto del principio delle tenuta dei conti pubblici.

Alla luce di queste profonde divisioni, è chiaro che i lavoratori precoci avranno molto da combattere se vorranno riuscire a strappare un provvedimento che sia capace di rispettare i loro diritti. Nulla però è già scritto perchè a differenza di quello che avvenne a luglio (e in misura minore a settembre) i lavoratori precoci non sono più soli. C’è infatti una convergenza di intenti sulla proposta di legge di quota 41 senza penalizzazioni, così come essa è stata formulata dal gruppo del Pd che fa capo e Damiano, e sopratutto c’è stata la discesa in campo del sindacato con la triplice che già a fine anno si è attivata verso una mobilitazione crescente a difesa anche di questa categoria. Tutto questo ha portato a far crescere la combattività degli stessi lavoratori precoci. E’ notizia molto recente, infatti, quella della costituzione di numerosi centri di coordinamento che avranno il compito di supportare l’eventuale mobilitazione alla quale i precoci saranno chiamati nei prossimi mesi. La strada per riuscire a strappare la quota 41, unica proposta che permette ai precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza penalità e senza requisiti sull’età, è in salita ma il morale sembra essere molto alto. Anche perchè dall’applicazione della quota 41 parte la possibilità che il mercato del lavoro si apra alle nuove generazioni.

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