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Pensioni lavoratori precoci: vince Boeri, ultime notizie sul destino di quota 41

Alla fine il lungo braccio di ferro tra il presidente dell’Inps Tito Boeri e il numero uno della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano sulla questione dei lavoratori precoci si è concluso con la netta affermazione del primo. Boeri, infatti, è praticamente riuscito a far passare la sua proposta convincendo il governo che per mantenere in ordine i conti pubblici non debbano minimamente esistere casi specifici, come quello dei precoci, e che si debba procedere l’ottica di una rigida introduzione di un criterio anagrafico basato sull’età. E’ su questo punto che i lavoratori precoci sono stati sacrificati perchè se a passare è il principio per cui prima di una determinata età in pensione di può andare solo con le penalizzazioni, allora è chiaro che non viene riconosciuta la particolare situazione di chi, come i lavoratori precoci, ha iniziato a lavorare anche a 15 anni.

Con la proposta Boeri sui lavoratori precoci questa categoria viene assimilata al gruppone di chi semplicemente è disposto ad andare prima in pensione anche se ciò si traduce poi in trattenute sull’assegno mensile.

Eppure secondo alcuni precoci stessi che da mesi si battono per i lori diritti, un vera e propria partita tra Boeri e Damiano non è mai esistita perchè i conti erano stati già fatti in precedenza. Vincono i tecnici sulla politica e Renzi fa proprio la proposta del presidente della Previdenza Sociale per il semplice fatto che già da tempo l’esecutivo ha dato ampi poteri all’Inps. Come mostrano le recenti notizia sulle pensioni, infatti, Renzi ha da tempo deciso che sulle pensioni a dire l’ultima parola debba essere l’Inps. Inutile quindi aggrapparsi a facili illusioni, perchè i tecnici hanno da tempo fatto prevalere tutto il loro peso.

In questo contesto è chiaro che la quota 41 di Cesare Damiano, da mesi nei cassetti della politica, sia destinata ad essere stralciata. A nulla è servita la battaglia quasi solitaria del presidente della Commissione Lavoro della Camera, a nulla è servita la mobilitazione dei precoci e sopratutto a nulla sono serviti tutti quegli studi che, dati alla mano, hanno mostrato che la quota 41 sul lungo periodo è conveniente.

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