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Pensioni lavoratori precoci: Zanetti chiude la porta, ultime notizie sulla contestazione

Non è stato certamente un buon biglietto da visita quello con cui si è presentato il numero viceministro dell’Economia Enrico Zanetti. I lavoratori precoci che si attendevano maggiore considerazione per il loro caso e magari un impegno concreto per l’approvazione di quota 41 senza penalizzazioni non solo sono rimasti decisamente delusi per quello che il neo viceministro non ha detto ma si sono fortemente arrabbiati per quello che Zanetti ha invece affermato. Il risultato è stato in vento di indignazione che ha soffiato in modo molto marcato su tutti i gruppi Facebook dove, oramai da tempo, si danno appuntamento i precoci.

L’esordio di Zanetti è stato decisamente neutro. Il nuovo viceministro, infatti, ha affermato che l’azione del governo in tema di pensioni deve essere orientata a favore di tutti quei lavoratori che sono rimasti senza occupazione a pochi anni dalle pensione. Si è trattato di un discorso che, pur senza citarla, ha sembrato fare riferimento a quel sussidio a favore degli over 55 senza lavoro che in più di una circostanza, è stato rivendicato come assolutamente indispensabile dal presidente dell’Inps Boeri. Subito dopo, Zanetti, ha rivendicato l’importanza della riforma Fornero che invece è la bestia nera dei precoci. Senza usare tanti giri di parole l’esponente di Scelta Civica ha affermato che la legge Fornero è stata assolutamente necessaria alla luce del naturale allungamento delle aspettative di vita. Per Zanetti, quindi, se davvero bisogna prendersela con qualcuno allora questo qualcuno altro non può essere la natura stessa e non certo quei governi che non hanno fatto altro che prendere atto che lo scenario di fondo è mutato e quindi che i vecchi requisiti di eta anagrafica e contributiva non sono più validi. E’ chiaro che un discorso simili non possono non essere inteso come una completa chiusura ad ogni attenzione verso il caso dei lavoratori precoci. Il messaggio di Zanetti, quindi, ha perso questo suscitato forti critiche sul web. Un passo indietro verso quota 41 senza penalizzazioni.

 

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