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Pensioni precoci e usuranti: Damiano detta la linea, ultime notizie su intervento a La7

Cesare Damiano è sempre più in prima linea a difesa dei lavoratori precoci e degli usuranti. In queste prime settimane del nuovo anno, gli interventi del presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sono stati davvero tanti quasi a dimostrazione che l’impegno profuso per queste categorie deboli non sta venendo meno, nonostante siano oramai 2 anni che Damiano ha formulato quelle che sono le sue proposte per una riforma delle pensioni che sappia tenere in considerazione le esigenze di chi ha iniziato a lavorare da quando aveva 15 anni e di chi svolge lavori che implicano un carico di lavoro non indifferente.

L’ultimo palcoscenico scelto da Damiano per ribadire la sua linea è stato il programma di La7, Break Coffee. Durante un suo breve intervento l’esponente della minoranza del Partito Democratico ha affermato che dare il via libera ad una vera riforma delle pensioni significa, per forza di cose, tutelare quei lavoratori che svolgono mansioni usuranti ma non hanno coperture economiche, come nel caso dei lavoratori edili, ed affermare il sacrosanto principio per cui chi ha versato 41 anni di contributi è libero di andare in pensione senza subire penalizzazioni.

Nulla di nuovo nelle parole di Damiano visto che precoci e usuranti, assieme agli ancora tanti esodati, sono da sempre le battaglia del presidente della Commissione Lavoro, ma l’impressione è che adesso ogni occasione sia diventata buona per rivendicare le ragioni di queste categorie e fare, così, pressioni sul governo.

L’intervento su precoci e usuranti tenuto su La7 è stato inserito da Damiano in un più vasto discorso su quelli che sono in capisaldi della sua riforma delle pensioni anticipate. Damiano ha così ricordato che il suo obiettivo è permettere a tutti di andare in pensione a 62 anni di età anagrafica e 35 anni di età contributiva. Scegliendo questa finestra di uscita dal mondo del lavoro andrebbe ad essere applicata una penalizzazione dell’8% sull’assegno pensionistico mensile.

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