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Pensioni precoci news oggi 13 giugno: quota 41 a un filo, ultime sull’incontro di domani

Domani 14 giugno sarà la resa dei conti tra Governo e Sindacati. Giuliano Poletti e Tommaso Nannicini, rispettivamente Ministro del Lavoro e Sottosegretario della Presidenza del Consiglio alla Camera, incontreranno CGIL, CISL e UIL per discutere di molte questioni importanti tra cui la flessibilità lavorativa e le pensioni anticipate.

Secondo le news di oggi 13 giugno, il Governo avrebbe confermato la massima disponibilità al dialogo con i Sindacati. Sul tavolo sicuramente la questione flessibilità lavorativa, le pensioni anticipate, la proroga dell’opzione donna, le questioni relative ai lavori usuranti e agli esodati. La proposta del Governo, con l’Ape aprirebbe alla pensione anticipata i nati tra il 1951 e il 1953. Per i lavoratori nati in questi anni si potrebbe delineare la possibilità di andare in pensione tre anni prima con maggiore flessibilità in uscita, rispetto alla data prevista per la pensione di vecchiaia.

Ad essere esclusi da questa opportunità sarebbero i lavoratori precoci. Per loro la pensione potrebbe arrivare solo dopo 43 o 44 anni di contributi, come stabilito dalla Legge Fornero. I lavoratori precoci puntano sulla petizione in favore del disegno di legge 857 che comprende anche la Quota 41 proposta da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavori alla Camera. Damiano, che sostiene le proposte del governo in materia di flessibilità lavorativa, si sarebbe schierato a sostegno dei lavoratori precoci. Infatti per Damiano si dovrebbe prendere in considerazione la possibilità che tutti coloro che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi possano andare in pensione con 41 anni di contributi senza limiti di età.

I lavoratori precoci si sono mobilitati con una raccolta firme proprio in vista dell’incontro tra Governo e Sindacati. In attesa di scoprire cosa deciderà di fare il Governo con la riforma delle pensioni che rientra nella prossima legge di stabilità bisognerà affidarsi al confronto del 14 giugno che vede le parti sociali compatte nel sostenere i lavoratori.

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