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Pensioni precoci, news oggi 17 giugno: Damiano insiste sulla quota 41, le ultime

Dopo l’incontro dei giorni scorsi tra Governo e Sindacati sui temi pensione e flessibilità lavorativa, si continua a parlare dell’Ape. Secondo le news di oggi 17 giugno, Cesare Damiano di sarebbe pronunciato ancora una volta anche sulle pensioni precoci.

Il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera insisterebbe sulla proposta contenuta nel disegno di legge 857 e appoggiata anche da Salvini. La posizione di Damiano sulle pensioni anticipate è molto chiara: 62 anni e 7 mesi dovrebbe essere l’età per andare in pensione. Insomma un anticipo di massimo quattro anni invece dei tre previsti dall’Ape accettando un taglio del 2% per ogni anno di anticipo.

Cesare Damiano non dimentica i lavoratori precoci, neppure menzionati nel confronto Governo-Sindacati. Il Presidente infatti continua a sostenere la quota 41 cioè la possibilità per chi ha iniziato a lavorare a 15 o 16 anni di andare in pensione con 41 anni di contributi invece che con i 43 o 44 previsti dalla Legge Fornero, senza alcuna penalizzazione. I precoci nelle scorse settimane si sono mobilitati con una raccolta firme in favore della quota 41. Ma il Governo ancora sembrerebbe non voler ascoltare la loro voce.

Damiano vorrebbe anche chiedere l’estensione della quota 41 per chi svolge un lavoro usurante e per gli invalidi. Insomma una visione un po’ diversa da quella progettata dal Governo Renzi ed esposta lo scorso martedì da Tommaso Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. L’Ape proposto dal Governo consiste nella possibilità per i nati nel triennio 1951-1953 di andare in pensione in anticipo, fino ad un massimo di 3 anni rispetto alla data prevista ma non include i lavoratori precoci.

Damiano insiste anche su una risoluzione rapida della questione: da ottobre il referendum potrebbe distogliere l’attenzione dal problema pensioni e si perderebbe l’occasione di inserire la riforma nella Legge di Stabilità.

Resta quindi la speranza per i precoci di essere presi in considerazione il 23 giugno, giorno in cui CGIL, CISL e UIL incontreranno nuovamente i rappresentanti del Governo. Le parti sociali hanno comunque fatto sapere che daranno il loro pieno appoggio ai lavoratori precoci e alla loro causa.

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