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Pensioni precoci, news oggi 18 giugno: quota 41 capitolo a parte della riforma, le ultime novità

Lo scorso martedì 14 settembre il Governo, rappresentato dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini hanno incontrato i segretari di CGIL, CISL e UIL per affrontare il tema pensioni e flessibilità lavorativa.

Secondo le news di oggi 18 giugno, le pensioni precoci, neppure nominate durante il faccia a faccia Governo-Sindacati, sarebbero una questione da trattare separatamente , in secondo momento. A questo punto le date del 23 e del 28 giugno, giorni in cui il Governo incontrerà nuovamente le parti sociali, diventano determinanti.

L’Ape progettato dal Governo Renzi ed esposto a Camusso, Forlan e Barbagallo non sarebbe quindi roba per i lavoratori precoci.

Ad oggi l’anticipo pensionistico sembrerebbe coinvolgere i nati tra il 1951 ed il 1953. Questi lavoratori potrebbero scegliere di andare in pensione fino a tre anni di anticipo rispetto alla data prevista dalla Legge Fornero. Questo sarebbe possibile solo grazie ad un prestito finanziato dalle banche. Prestito che con un tasso variabile dal 5 al 20% dovrà essere restituito all’istituto bancario dal compimento dei 66 anni e 7 mesi per i venti anni successivi.

Operazione discutibile per molti aspetti. Senz’altro il Governo ha scelto una strada che non pesasse troppo sulle casse dello Stato e che, non modificando la Legge Fornero, non facesse apparire poco affidabile agli occhi di Bruxelles il nostro Paese.

I Sindacati hanno sempre sostenuto la causa dei precoci e la loro questione non ha nulla a che vedere con l’Ape. Quindi la quota 41 sostenuta da Cesare Damiano potrebbe essere ancora in corsa. Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera aveva proposto per i lavoratori precoci la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contribuiti, tre o 4 anni prima rispetto a quelli previsti dalla Legge Fornero.

I precoci si sono mobilitati in favore del disegno di legge 857, che contiene anche la quota 41. Damiano insiste sulla quota 41 e sul cercare di chiudere entro il mese di settembre le questioni relative alle pensioni e alla flessibilità per evitare che qualunque proposta possa essere messa da parte in vista del Referendum.

Insomma il prossimo 23 giugno sarà un’altra data decisiva per le pensioni anticipate e, si spera, questa volta anche per i lavoratori precoci.

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