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Pensioni precoci news oggi 20 giugno: incontro Governo-Sindacati decisivo, le ultime novità

Tra pochi giorni il nuovo incontro tra Governo e Sindacati potrebbe sciogliere i nodi sulle pensioni precoci. Se i Sindacati hanno ribadito il loro pieno sostegno ai lavoratori precoci, il Governo non ha mai preso una netta posizione sulla questione.

Secondo le news di oggi 20 giugno, il prossimo 23 potrebbe essere il giorno in cui finalmente il Governo svelerà le sue intenzioni sulle pensioni precoci. I lavoratori intanto sperano che la proposta di Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, possa essere presa in seria considerazione dal Governo Renzi. La proposta, inserita nel disegno di legge 857 riguarda la possibilità per chi ha iniziato a lavorare tra i 15 ed i 16 anni, di andare in pensione con 41 anni di contributi invece che con i 43 o 44 previsti dalla Legge Fornero.

Lo scorso 14 giugno, Poletti, Ministro del Lavoro e Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, hanno esposto ai segretari di CGIL, CISL e UIL, l’Ape. L’anticipo pensionistico permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione fino a tre anni di anticipo rispetto alla data prevista dalla pensione di vecchiaia, chiedendo un prestito alle banche. Prestito che, dal compimento dei 66 anni e 7 mesi, deve essere restituito per i venti anni successivi con un tasso variabile dal 5 al 20%.

Tuttavia le indiscrezioni degli ultimi giorni dicono che le pensioni precoci rappresentano un capitolo a parte in questa storia. E date le dichiarazioni delle parti sociali in sostegno ai precoci, tutto fa pensare che il 23 giugno potrebbe essere la data tanto attesa per questa categoria di lavoratori. Lavoratori precoci che si sono mobilitati in favore della quota 41 di Damiano, con una petizione.

La quota 41 di Damiano non comporterebbe penalizzazioni per il lavoratore che dovesse decidere di andare in pensione in anticipo. Questa opzione, secondo molti, dovrebbe essere estesa anche agli esodati e a chi svolge lavori usuranti. Intanto i lavoratori precoci continuano ad attendere una risposta dal Governo Renzi, risposta che potrebbe arrivare proprio il 23, data del nuovo faccia a faccia tra Governo e parti sociali.

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