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Pensioni precoci news oggi 21 giugno: il 23 la decisione del Governo sulla quota 41

Il tema pensioni precoci dovrebbe essere affrontato dal Governo durante il prossimo incontro con i Sindacati. Dopo il nulla di fatto del 14, il Governo Renzi potrebbe pronunciarsi su questa categoria di lavoratori giovedì prossimo. Secondo le news di oggi 21 giugno infatti il faccia a faccia con le parti sociali dovrebbero venire alla luce le reali intenzioni del Governo.

I lavoratori precoci dovrebbero prendere una strada molto diversa da quella prevista dall’Ape. Tommaso Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva chiarito la questione pensioni anticipate ai segretari di CGIL, CISL e UIL. In pratica i nati tra il 1951 ed il 1953, dal 2017,  potrebbero andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto alla data prevista per le pensioni di vecchiaia, chiedendo però un prestito alle banche. Prestito che a partire dal compimento dei 66 anni e 7 mesi andrebbe restituito, per i 20 anni successivi, al’istituto bancario che ha finanziato la pensione. L’operazione sarebbe monitorata dell’INPS e il tasso di interesse oscillerebbe tra il 5 ed il 15% a seconda degli anni di anticipo sulla pensione e del tipo di  lavoro svolto.

Questa sarebbe l’unica soluzione per non gravare sulle casse dello Stato e per non apparire poco affidabili agli occhi di Bruxelles. Infatti  si parla di soli 700-800 milioni di euro a carico dello Stato.

Ma tutte queste considerazioni non varrebbero per i lavoratori precoci. Chi ha iniziato a lavorare intorno ai 15-16 anni non sarebbe incluso nell’Ape. I lavoratori che si sono mobilitati in favore della quota 41 proposta da Damiano sperano che nei prossimi incontri tra Governo, Camusso, Furlan e Barbagallo, la loro questione venga quantomeno affrontata. Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera avrebbe inserito nel disegno di legge 857 la sua proposta per le pensioni precoci: uscita con 41 anni di contributi  invece che con i 43 o 44 previsti dalla Legge Fornero e senza penalizzazioni. Legge che non sarà modificata, come ribadito nella scorsa settimana.

Insomma il 23 potrebbe davvero essere l’ultima possibilità per i precoci, anche perché tra qualche mese con il Referendum alle porte, le questioni pensioni e flessibilità lavorativa potrebbero non lasciare spazio ad altri argomenti.

 

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