Pensioni precoci news oggi 22 luglio: quota 41, la consegna delle firme al Presidente del Senato

Proseguono i lavori del Governo per definire il nuovo piano da inserire nella riforma delle pensioni e nella Legge di Stabilità per il 2017. Assodato che la Legge Fornero non potrà essere completamente rivoluzionata, il Governo sta cercando di mettere a punto degli interventi per migliorare la situazione dei lavoratori. In particolare nelle scorse settimane il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini ha inoltrato alla Ragioneria Generale dello Stato la richiesta di una valutazione economica della quota 41 per i lavoratori precoci.

Secondo le news di oggi 22 luglio, martedì prossimo, 26 luglio, le firme raccolte in favore della petizione di Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi saranno consegnate al Presidente del Senato, Pietro Grasso. Lo ha comunicato Roberto Occhiodoro, uno degli amministratori della pagina Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”. A quanto pare l’Onorevole Battafarano ha invitato un gruppo di precoci appartenenti ai Comitati quota 41 a presenziare alla consegna delle firme per il disegno di legge 857.  L’Onorevole Battafarano è intervenuto durante la conferenza indetta alcune settimane fa da Cesare Damiano alla Camera dei Deputati. Il ddl 857 contiene anche la quota 41 per i precoci cioè la proposta che, qualora venisse accettata e confermata dal Governo, permetterebbe a chi ha iniziato a lavorare in giovanissima età di andare in pensione con 41 anni di contributi invece che con i 43 o 44 previsti dalla Legge Fornero e senza alcuna penalizzazione. Ad affiancare Roberto Occhiodoro, altri quattro precoci appartenenti ai Comitati quota 41.

Insomma alle ore 16:30 del 26 luglio, le firme saranno consegnate nelle mani dell’Onorevole Grasso. Un altro piccolo passo avanti per i precoci che sono in attesa di scoprire le intenzioni del Governo sulle loro pensioni. Al 5 luglio risultavano 50mila, di cui 30mila acquisite online e le restanti 20mila attraverso i moduli cartacei. Ma la petizione è ancora aperta anche se, come Damiano stesso aveva previsto, il numero è aumentato ma non in maniera significativa.

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