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Pensioni precoci news oggi 23 giugno: quota 41 al bivio, le ultime sull’incontro Governo-Sindacati

E’ il giorno della svolta. Oggi pomeriggio alle 15 il Governo incontrerà i Sindacati nella sede del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Ancora una volta sul tavolo del confronto il tema pensioni anticipate. Questa volta il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e il Sottosegretario alle Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini, dovrebbero fornire ulteriori chiarimenti sull’Ape progettato per alcune categorie di lavoratori.

Secondo le news di oggi 23 giugno i rappresentanti del Governo Renzi potrebbero rispondere finalmente alle richieste dei lavoratori precoci. Pensioni precoci dunque al centro del dibattito. Sicuramente i precoci, sostenuti da Damiano, tengono le dita incrociate e puntano sulla quota 41. La situazione però non è così semplice. Il Governo non ha mai preso posizione sulla questione pensioni precoci e di conseguenza riuscire a capire cosa il confronto di oggi potrebbe rivelare è molto difficile. Solo i Sindacati si sono esposti dichiarando il loro pieno appoggio verso questa categoria di lavoratori. Chi ha iniziato a lavorare in giovanissima età e di conseguenza ha raggiunto gli anni di contributi ma possiede i requisiti idonei relativi all’età anagrafica, confida nella proposta di Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. Secondo Damiano, i precoci dovrebbero poter andare in pensione con 41 anni di contributi invece che con i 43 o 44 prospettati dalla Legge Fornero senza penalizzazioni.

Qualora l’Ape dovesse riguardare anche i precoci, questi lavoratori potrebbero andare in pensione fino a tre anni di anticipo rispetto alla data prevista dalla pensione di vecchiaia, ma con alcune penalizzazioni o ammortamenti come avrebbe puntualizzato Nannicini. Infatti l’anticipo pensionistico permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione chiedendo un prestito alle banche e restituendolo dal compimento dei 66 anni e 7 mesi fino ai 20 anni successivi con un tasso variabile dal 5 al 15%.

Chi può aver accesso all’Ape non è stato ancora ben chiarito. Ma secondo le indiscrezioni i lavoratori precoci ed altre categorie dovrebbero prendere strade ben differenti per la pensione.

Forti delle firme raccolte con la petizione in favore della quota 41, appoggiati da CGIL, CISL e UIL, oggi i lavoratori precoci potrebbero finalmente sapere cosa aspettarsi per i prossimi anni.

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