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Pensioni precoci news oggi 24 giugno: dopo l’incontro tra Governo e Sindacati i lavoratori attendono la decisione sulla quota 41

Potrebbe aprirsi uno spiraglio per i lavoratori precoci. Ieri dopo il nuovo incontro, il terzo per la precisione, tra Governo e Sindacati, le parti sociali hanno ribadito la necessità di trovare una soluzione diversa per i lavoratori precoci.

Secondo le news di oggi 24 giugno, le pensioni precoci saranno affrontate nei prossimi incontri tra Governo e Sindacati previsti per il 28 ed il 30 giugno.

Cesare Damiano continua a pressare il Governo sul tema delle pensioni. Secondo il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera si dovrebbe cercare un criterio per avere maggiore flessibilità in uscita: fino a quattro anni e senza penalizzazioni per le categorie più deboli come esodati, disoccupati, lavoratori precoci e invalidi.

Le pensioni precoci quindi potrebbero prendere una strada molto diversa da quella prospettata dall’Ape. Ape che permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione fino a tre anni di anticipo rispetto alla data prevista dalla pensione di vecchiaia chiedendo un prestito. L’INPS sarà l’interlocutore con le banche per la gestione di questo prestito. Qualora il potenziale pensionato dovesse avere i requisisti idonei allora sarà lo stesso istituto di previdenza sociale a perfezionare questa operazione di prestito.  Il lavoratore che usufruirà dell’Ape dovrà poi, dal compimento dei 66 anni e 7 mesi restituire il prestito nei 20 anni successivi con un tasso variabile dal 5 al 15%.

Nelle scorse settimane si è continuato a parlare di giornate determinanti per i lavoratori precoci. E anche se per l’ennesima volta sembrerebbe che l’incontro tra Governo e Sindacati abbia portato ad un nulla di fatto l’ipotesi che il 28 o il 30 i Sindacati riescano ad affrontare la questione con il Governo, diventa sempre più consistente.

Insomma l’invito di Damiano a trovare una soluzione quanto prima potrebbe essere accolto dal Governo. I lavoratori precoci dovranno pazientare ancora qualche giorno e sperare che la quota 41 proposta da Damiano che porterebbe questa categoria ad andare in pensione con 41 anni di contributi invece che con i 43 o 44 previsti della Legge Fornero e senza penalizzazioni, possa essere accolta dal Governo Renzi e inserita nella riforma delle pensioni e quindi nella Legge di Stabilità.

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