Home / economia / Pensioni precoci news oggi 25 giugno: la trattativa con il Governo per la quota 41, le ultime novità

Pensioni precoci news oggi 25 giugno: la trattativa con il Governo per la quota 41, le ultime novità

Dopo i primi tre incontri tra Governo e Sindacati sui temi pensioni anticipate e flessibilità lavorativa, la questione precoci non è ancora stata affrontata. E questa categoria di lavoratori continua a rimanere in attesa di una risposta da parte del Governo Renzi.

Secondo le news di oggi 25 giugno, sembrerebbe che tutti gli sforzi del Governo siano a favore dell’Ape, dal quale però i lavoratori precoci sarebbero esclusi. Infatti i Sindacati durante l’incontro dello scorso 23 giugno avrebbero fatto presente ai due rappresentanti del Governo Renzi, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e Tommaso Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’esigenza di strutturare qualcosa di specifico per alcune particolari categorie di lavoratori.

A questo punto la quota 41 sarebbe l’opzione che potrebbe essere presa in considerazione dal Governo. Al momento ancora non sono stati definiti i tempi per avere una risposta concreta ma i due incontri del 28 e del 30 potrebbero essere determinanti.

Nel faccia a faccia dello scorso giovedì Poletti e Nannicini avrebbero puntualizzato alcuni punti critici dell’Ape ma i Sindacati, sia pure abbastanza soddisfatti sono concentrati a comprendere meglio tutto il meccanismo alla base di una possibile riforma delle pensioni.

La Legge Fornero non è modificabile e le casse dello Stato non riuscirebbero a sostenere le spese per le pensioni. Per queste ragioni il Governo avrebbe messo a punto l’anticipo pensionistico. Sarebbe un modo per contenere le spese (le pensioni sarebbero finanziate dagli istituti bancari) apportando solo dei piccoli cambiamenti alla Legge Fornero.

I lavoratori precoci sperano nella quota 41 proposta da Cesare Damiano e inserita nel disegno di legge 857.  I precoci sono quella categoria di lavoratori che pur raggiungendo gli anni di contributi non possono andare in pensione in quanto non presentano i requisisti giusti in termini di età anagrafica. La quota 41 di Damiano permetterebbe loro di andare in pensione con 41 anni di contributi invece che con i 43 o 44 previsti dalla Legge Fornero e senza penalizzazioni.

In attesa di capire se le parti sociali siano riuscite a sbloccare la situazione delle pensioni precoci rimane ferma la necessità di risolvere queste questioni entro settembre, quando il Referendum Costituzionale sarà al centro del dibattito politico mettendo da parte ogni altro argomento.

Loading...