Pensioni precoci news oggi 25 luglio: quota 41 a rischio, bonus contributivi solo per i puri

Mancano pochi giorni alla resa dei conti. A breve infatti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini potrebbe convocare una delegazione di precoci appartenenti ai Comitati quota 41 per comunicare la risposta della Ragioneria Generale dello Stato. Ricordiamo che Nannicini ha richiesto alla Ragioneria una valutazione in termini economici della quota 41 per i precoci.

Secondo le news di oggi 25 luglio, gli interventi sulle pensioni precoci potrebbero essere ridotti. Nei giorni scorsi si è parlato di possibile ridimensionamento delle risorse per le pensioni. Il budget a disposizione sia per le pensioni anticipate che per quelle in essere dovrebbe essere pari a 1.5 miliardi di euro. Poiché l’anticipo pensionistico così come è stato esposto ai Sindacati richiede circa 700 milioni di euro, i restanti 800 dovrebbero essere impiegati per una serie di operazioni: dalle ricongiunzioni onerose, all’ottava salvaguardia, dalle pensioni precoci all’opzione donna solo per indicarne alcune. E non è così assurdo pensare che qualche intervento possa subire delle restrizioni. Per quanto riguarda i precoci sembrerebbe prendere forma l’opzione bonus contributivo ma solo per i precoci veri. Il pratica il bonus potrebbe essere riconosciuto solo a coloro che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età. E consisterebbe in un bonus di 4 o 6 mesi per ogni anno di lavoro tra i 14 e i 18 anni. Quindi 2 anni di lavoro nella fascia 14-18 corrisponderebbero, nel caso migliore, ad un anno di contributi bonus. Chi invece ha iniziato a lavorare dopo i 18 anni, è comunque un lavoratore precoce, ma non potrà sfruttare la misura.

Sembrerebbe allontanarsi la quota 41 fortemente sostenuta da Cesare Damiano che avrebbe permesso ai precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi senza penalizzazioni. Domani alle 16:30, l’Onorevole Battafarano ha invitato una delegazione dei Comitati quota 41 a presenziare alla consegna delle firme raccolte per il disegno di legge 857 al Presidente del Senato, Grasso.

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