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Pensioni precoci news oggi 28 giugno: incontro Governo-Sindacati per la quota 41

Già oggi il Governo potrebbe pronunciarsi sulle pensioni precoci. Tra poche ore infatti nella sede del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ci sarà il quarto incontro tra Governo e Sindacati per affrontare gli scottanti temi relativi alle pensioni.

Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini siederanno al tavolo con i Segretari di CGIL, CISL e UIL per cercare di trovare una soluzione all’intricata matassa delle pensioni.

Secondo le news di oggi 28 giugno, la quota 41 tanto sostenuta da Cesare Damiano e inserita nel disegno di legge 857, potrebbe essere l’opzione scelta dal Governo per i precoci. In pratica questa proposta darebbe a chi ha iniziato a lavorare in giovanissima età, la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi invece che con i 43 o 44 previsti dalla Legge Fornero.

Insomma si tratterebbe di 4 anni di anticipo rispetto alla data prevista per la pensione di vecchiaia. Nella proposta di Damiano e dei lavoratori precoci richiederebbe anche l’annullamento di ogni tipo di penalizzazione. Nannicini in relazione all’Ape e alla rata di ammortamento aveva dichiarato che il Governo avrebbe cercato di valutare ogni strada percorribile per agevolare le categorie di lavoratori più deboli.

Questo potrebbe fare quindi ben sperare. Ma è anche vero che in questi mesi il Governo Renzi non si è mai pronunciato direttamente sulla questione delle pensioni precoci. I Sindacati comunque in più di un’occasione hanno mostrato interesse verso questa categoria di lavoratori.

Ad ogni modo dall’incontro tra Governo e Sindacati di oggi o, al più in quello del 30, potrebbe delinearsi quella che sarà la riforma delle pensioni che sarà inserita nella prossima Legge di Stabilità. Queste sicuramente sono le date più accreditate per avere maggiori informazioni sulle intenzioni del Governo sul tema pensioni anticipate e flessibilità lavorativa. I lavoratori precoci assieme agli esodati e a chi svolge un lavoro usurante sono delle categorie per cui potrebbe essere prevista un’opzione differente dall’Ape.

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