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Pensioni precoci news oggi 29 giugno: dopo l’incontro tra Governo e Sindacati le parole di Poletti

Un altro buco nell’acqua quello di ieri. Almeno per chi era in attesa di scoprire se Governo e Sindacati avessero trovato un accordo sulla questione delle pensioni precoci. Durante l’incontro di ieri tra Governo e parti sociali sul tavolo ci sono stati solo argomenti legati a chi è già in pensione.

Secondo le news di oggi 29 giugno sembrerebbe che il Governo abbia deciso di fare marcia indietro, almeno per il momento, sull’Ape. L’intervento quindi potrebbe essere rinviato al prossimo autunno per verificare la compatibilità con l’intera finanza pubblica. Sarebbe questo il pensiero di Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro. Ma nella giornata di ieri Tommaso Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri avrebbe risposto ad un lavoratore precoce lasciando aperta qualche speranza per questa categoria.

Infatti nel corso degli ultimi mesi, il Governo non si era mai pronunciato direttamente sulla questione pensioni precoci. Ieri appunto, Nannicini avrebbe ribadito il lavoro del Governo per favorire le pensioni precoci e per dare a questi lavoratori delle agevolazioni di cui altri non potranno usufruire. Quindi se i precoci possono aspettarsi delle novità positive in termini di penalizzazioni, le altre categorie di lavoratori non possedendo i requisiti per andare in pensione, qualora volessero avvalersi di un eventuale anticipo pensionistico dovranno accettare una riduzione temporanea dello stipendio.

E’ difficile capire se sarà proprio la quota 41 di Damiano l’opzione per le pensioni precoci scelta dal Governo. La proposta di Cesare Damiano, sostenuta dai precoci, prevede la possibilità di andare in pensione con massimo 4 anni di anticipo: 41 anni di contributi invece dei 43 o 44 previsti dalla Legge Fornero senza penalizzazioni.

Nel complesso il dialogo tra Governo, CGIL, CISL e UIL risulta essere fruttuoso e i lavori continuano a procedere. Ma i tempi per arrivare ad un accordo da inserire nella riforma delle pensioni e nella prossima Legge di Stabilità sembrano allungarsi.

 

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