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Pensioni precoci news oggi 3 giugno: secondo incontro in bilico, le ultime su Damiano

Cresce tra i lavoratori precoci la preoccupazione sulla calendarizzazione del secondo incontro tra il governo e i sindacati sulle possibile strade da seguire per una riforma delle pensioni da inserire, questo l’obiettivo, all’interno della prossima Legga di Stabilità. Dopo il faccia a faccia del 24 maggio scorso, infatti, non ci sono state più novità sul secondo round tanto che adesso molti diretti interessati stanno iniziando a diventare molto scettici su quello che sta avvenendo. All’interno dell’eterogenea categoria dei lavoratori, i più preoccupati tra i preoccupati sono ancora i precoci i quali non solo sono rimasti esclusi da dibattito del primo faccia a faccia esecutivo-sindacati ma adesso corrono il rischio anche di non avere neppure una seconda possibilità.

Stando alle news di oggi 3 giugno, quindi, il clima sulla riforma delle pensioni è tornato ad essere molto teso tanto che lo stesso Damiano è nuovamente intervenuto mettendo in evidenza la necessità che il governo proceda a una seconda convocazione. Non si è trattata dal solo sollecito che l’esecutivo ha ricevuto in questi ultimi giorni. Secondo le ultimissime in tema di pensioni, infatti, la stessa leader della Cgil Susanna Camusso ha chiesto al governo di darsi da fare e procedere ad una seconda riunione anche perchè, se non ci fosse un secondo appuntamento, non si capirebbe la necessità della prima convocazione che, secondo i più maligni, sarebbe solo un altro tassello della strategia della propaganda fine a se stessa che sta caratterizzando questo governo.

I sospetti della Camusso sembrerebbe essere confermati da quello che l’approccio di Damiano a questa situazione. Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, infatti, nel corso della sua strigliata si è sentito in dovere di ripetere, ancora una volta, quelle che sono le sue proposte sulla riforma delle pensioni. Per quanto concerne il caso specifico dei precoci, Damiamo ha ripetuto che l’obiettivo è la quota 41 senza penalizzazioni. Insomma il padre di quota 41 non molla ma l’obiettivo sembra allontanarsi ogni giorno che passa.

 

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